La testimonianza
Elena Bonetti, ex ministro della Famiglia, racconta il tumore al seno: “La malattia mi ha cambiata”
«Il momento della diagnosi è quello in cui ti trovi di fronte a un baratro. Hai paura, ti senti fragile». Elena Bonetti rompe il silenzio sulla sua malattia e racconta pubblicamente la battaglia contro il tumore al seno. L’ex ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, oggi deputata di Azione ed ex esponente del Terzo Polo, ha scelto di condividere la sua esperienza durante l’evento “Ieo con le donne”, organizzato a Milano dall’Istituto europeo di oncologia.
Bonetti ha rivelato di aver affrontato una mastectomia bilaterale e di aver vissuto mesi segnati dalla paura e dall’incertezza, ma anche dalla vicinanza della famiglia e dal sostegno dei medici.
“Ho avuto paura, ma ho trovato una rete che mi ha sostenuta”
Nel suo intervento la parlamentare ha parlato senza filtri delle difficoltà affrontate dopo la diagnosi: «Ci sono momenti nei quali davvero ad ogni esame si complicano un po’ le cose e lì il rischio di sentirsi ingabbiate senza prospettive è enorme».
A sostenerla, ha spiegato, sono stati soprattutto gli affetti più vicini: «Ho avuto la fortuna di potermi appoggiare a persone a cui voglio bene, prima tra tutti mia sorella, che è anche un medico e con cui abbiamo condiviso la malattia di nostra mamma».
Ma Bonetti ha voluto anche ringraziare il personale sanitario: «Ho incontrato donne e uomini straordinari nel sistema sanitario – medici, infermieri, Oss – e sperimentato la possibilità di avere una comunità che ci accompagna e non ci lascia sole».
Chi è Elena Bonetti
Classe 1974, nata ad Asola in provincia di Mantova, Elena Bonetti è una matematica e docente universitaria. Ha insegnato all’Università di Milano ed è diventata una delle figure più note dell’area cattolica riformista italiana.
È stata ministro per le Pari opportunità e la Famiglia nei governi Conte II e Draghi. Negli ultimi anni ha aderito ad Azione dopo l’esperienza nel Terzo Polo con Carlo Calenda e Matteo Renzi.
“La prevenzione non è garantita a tutte”
Nel racconto della sua malattia, Bonetti ha trasformato la vicenda personale anche in una denuncia politica. La deputata ha sottolineato l’importanza decisiva degli screening: «Nel mio caso la diagnosi è arrivata in una fase precoce grazie al fatto che ero inserita in un percorso di prevenzione».
Da qui la riflessione sulle differenze territoriali in Italia: «Nel mio territorio questa opportunità c’era. Purtroppo non è così in tutte le regioni».
Secondo i dati del Ministero della Salute, il tumore al seno è la neoplasia più frequente tra le donne italiane: ogni anno vengono diagnosticati circa 55mila nuovi casi. La diagnosi precoce attraverso mammografie e screening resta uno degli strumenti più efficaci per aumentare le possibilità di guarigione.
“Nei luoghi di lavoro la malattia è ancora un tabù”
Bonetti ha poi acceso i riflettori sulle difficoltà che molte donne incontrano nel conciliare cure, lavoro e vita familiare: «Ci sono donne che per fare uno screening mammografico devono prendere ferie o permessi non retribuiti. Questo deve cambiare».
Secondo l’ex ministro della Famiglia la malattia continua a essere vissuta con stigma soprattutto nei contesti professionali: «Dobbiamo cambiare la cultura, l’organizzazione e i servizi offerti alle donne».
E infine il messaggio rivolto a chi sta vivendo la stessa esperienza: «Non dobbiamo avere paura di dire che abbiamo paura, che abbiamo bisogno di spiegazioni, informazioni e aiuto».
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