Abusivi spalle al muro
Case occupate, sfratto immediato: la pacchia è finita. Fatto il decreto, stanato l’abusivo: ecco la procedura d’urgenza del governo
+ Seguici su Google DiscoverFatto il decreto, stanato l’abusivo: sul dramma delle case occupate irrompe il provvedimento dell’esecutivo inserito nel decreto: e il diritto di proprietà torna a essere sacro. Il governo Meloni, con l’approvazione dell’ultimo Piano Casa e della relativa procedura d’urgenza sugli sgomberi, mette fine a decenni di impunità per i “ladri di case”. Il messaggio che arriva da Palazzo Chigi è netto: la casa non è un terreno di conquista per militanti dei centri sociali o abusivi della domenica. Ma il frutto di sacrifici che lo Stato ha il dovere di tutelare.
Case occupate e sfratti esecutivi: tolleranza zero e tempi certi
Le nuove norme intervengono chirurgicamente sulle lungaggini burocratiche che per anni hanno paralizzato i proprietari. Come spiegato da Giorgia Meloni, il pacchetto introduce una procedura accelerata per ottenere il titolo esecutivo in via giudiziale, snellendo le notifiche e tagliando drasticamente i tempi di esecuzione. L’obiettivo è duplice: restituire gli immobili ai legittimi titolari e aumentare la disponibilità di alloggi sul mercato, togliendo ossigeno al racket delle occupazioni. Tanto che la premier ha argomentato: «Insieme al decreto sul piano Casa, il Cdm ha approvato anche un disegno di legge con dichiarazione d’urgenza sul tema degli sgomberi».
Meloni: «Approvate le norme per gli sgomberi degli immobili occupati»
Sottolineando nel contempo che si tratta «di un pacchetto di misure che serve a rendere più efficace, veloce la liberazione di quegli immobili che sono occupati abusivamente». E ribadendo: «Interveniamo sulle procedure di notifica di esecuzione dello sfratto. Tagliamo i tempi per le esecuzioni. Introduciamo una procedura accelerata e d’urgenza per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo, e quindi il rilascio dell’immobile».
Sfratti immediati, il governo: creiamo le condizioni per costruire più case e restituiamo gli alloggi ai legittimi proprietari
Pertanto, ha illustrato la premier sul punto, «da un lato creiamo le condizioni per costruire più case. E dall’altro ci occupiamo di liberare case abusivamente occupate per restituirle ai legittimi proprietari. Anche per aumentare la disponibilità di alloggi sul mercato», ha evidenziato. Aggiungendo in calce: «Ricordo che dall’inizio di questo governo sono stati liberati circa 4.207 alloggi di edilizia residenziale pubblica. E più o meno 230 interventi di sgombero di occupazioni abusive in immobili di particolare rilievo».
Case occupate, sfratti immediati: schiaffo alla retorica dell’illegalità
Così, mentre il governo agisce, la sinistra pseudo (finto?)-buonista resta ancorata a vecchi tic ideologici. Lo si è visto recentemente nel confronto tv tra Galeazzo Bignami e l’attivista di turno impegnato a nobilitare l’esproprio proletario. Con Bignami che ha asfaltato la narrazione gauchista ricordando che occupare non è welfare, ma un reato: una stoccata al vetriolo che ha smascherato chi vede nell’illegalità un trampolino di lancio politico, stile Ilaria Salis. Insomma, per chi sperava di vivere sulle spalle altrui, il tempo è scaduto…
Piano casa e sfratti immediati, il plauso di Confedilizia
Non per niente la riforma incassa il pieno sostegno di Confedilizia. Il presidente Giorgio Spaziani Testa nelle scorse ore ha lodato la semplificazione delle procedure, definendola una scelta necessaria per «restituire fiducia ai proprietari privati». Secondo l’associazione, solo garantendo la certezza del rilascio si potrà favorire l’ampliamento dell’offerta. E la conseguente riduzione dei canoni. Con oltre 4.200 alloggi popolari già liberati dall’inizio della legislatura, la linea Meloni dimostra che, dove c’è la volontà politica, la legalità torna finalmente “di casa”…
«Bene pianificazione e semplificazione degli sfratti»
«I provvedimenti sulla casa varati dal Governo vanno nella giusta direzione», ha affermato allora il presidente di Confedilizia, commentando il Piano casa, approvato dal Cdm. Aggiungendo anche: «Da un lato era urgente intervenire per recuperare le oltre sessantamila case popolari non assegnate, perché bisognose di ristrutturazioni importanti. Dall’altro, è importante l’attivazione di un piano strutturale per realizzare alloggi accessibili da parte di tutti coloro che non hanno redditi sufficienti per affrontare il mercato della compravendita o della locazione».
Una priorità restituire fiducia ai proprietari degli immobili
Rilevando infine: «Molto apprezzabile è poi la scelta di restituire fiducia ai proprietari privati attraverso una semplificazione delle procedure di sfratto, fortemente richiesta dalla Confedilizia. Così da favorire l’ampliamento dell’offerta delle abitazioni in affitto e la conseguente riduzione dei canoni», ha concluso, emblematicamente, il presidente. E in poche parole: la parola passa alla legge, e la questione torna a un clima di legalità. Ossia: la pacchia è finita. Ma stavolta davvero…
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