Primo maggio, festa dei fatti
Meloni tra diritto a lavoro e casa con stoccata all’opposizione: dal governo non slogan, ma misure concrete per chi “ogni giorno manda avanti l’Italia”
La premier rilancia la sfida del pragmatismo contro la propaganda della sinistra. «In questi anni più occupati, meno precari, record di occupazione femminile. Risorse a chi rispetta i lavoratori, non a chi sottopaga e sfrutta»
+ Seguici su Google DiscoverDignità del lavoro e diritto alla casa, il perno di una società, e ascissa e ordinata del diagramma del governo, oltre che i traguardi che segnano il passo dell’esecutivo con gli ultimi provvedimenti approvati, che vanno proprio in queste direzioni. Perché la ricorrenza del primo maggio non è solo una celebrazione in calendario, ma la data di un bilancio di coerenza.
Primo Maggio tra lavoro e casa: la dignità dell’Italia e del governo Meloni riparte dai fatti
E allora, in occasione della festa, Giorgia Meloni sottolinea sui social: «Con il decreto lavoro approvato in Consiglio dei Ministri abbiamo aggiunto un altro tassello importante: affermare il principio del salario giusto. Significa una cosa molto semplice: le risorse pubbliche devono andare a chi rispetta i lavoratori, non a chi sottopaga, sfrutta o usa contratti pirata. Per noi il salario giusto non si difende con slogan o scorciatoie, ma valorizzando la contrattazione di qualità e colpendo chi fa concorrenza sulla pelle delle persone».
Proprio come ieri, con la presentazione del Piano casa, la premier ha illustrato come sul fronte di un diritto e dell’esigenza abitativa, ha rilanciato: «Da un lato creiamo le condizioni per costruire più case. E dall’altro ci occupiamo di liberare case abusivamente occupate per restituirle ai legittimi proprietari, anche per aumentare la disponibilità di alloggi sul mercato». Ricordando che, «dall’inizio di questo governo sono stati liberati circa 4.207 alloggi di edilizia residenziale pubblica e più o meno 230 interventi di sgombero di occupazioni abusive in immobili di particolare rilievo».
Primo Maggio, Meloni: «Con il decreto lavoro difendiamo occupazione con misure concrete»
In poche parole, cioè, per governo e presidente del Consiglio la festa dei lavoratori è un’occasione per rilanciare sul fronte dei “diritti di carta” della sinistra con i diritti reali dei cittadini. Il perno della società immaginata dall’esecutivo che si muove su due assi fondamentali e complementari. E allora, del Piano casa abbiamo detto e scritto, oggi è la giornata del lavoro e dei lavoratori, su cui Giorgia Meloni posta e conferma: «Sappiamo bene che c’è ancora molto da fare. Perché il lavoro deve essere sempre più stabile, sicuro, ben retribuito e capace di dare futuro, soprattutto ai giovani, alle donne e a chi vive nelle aree più fragili della Nazione. Ma sappiamo anche che la strada intrapresa è quella giusta. Per noi il lavoro non si difende con la propaganda, ma con misure concrete, diritti veri e rispetto per chi ogni giorno manda avanti questa Nazione».
Oggi la festa di chi «ogni giorno, con impegno e dignità, manda avanti l’Italia»
E ancora. «Il Primo Maggio – scrive la premier all’inizio del post – è la festa di chi ogni giorno, con impegno, sacrificio e dignità, manda avanti l’Italia. Ed è anche il giorno in cui la politica deve misurarsi con i fatti. Da quando siamo al governo abbiamo scelto di farlo così: intervenendo ogni anno con misure concrete per migliorare la condizione dei lavoratori italiani. Lo abbiamo fatto con il taglio del cuneo fiscale, con gli incentivi all’occupazione, con gli interventi sulla sicurezza sul lavoro».
E, rilancia la premier, «continuiamo a farlo rafforzando la qualità del lavoro, la tutela dei salari più bassi e il contrasto a ogni forma di sfruttamento, compreso il caporalato digitale. In questi anni i risultati sono arrivati: l’Italia ha oltre 1 milione e 200 mila occupati in più, 550mila precari in meno e ha raggiunto il livello più alto di occupazione femminile della sua storia. Sono numeri che non risolvono tutto, ma che raccontano una direzione chiara e un cambio di passo reale».
Oltre gli slogan: il salario è giusto se c’è qualità
Un messaggio che va ben oltre slogan e propaganda demagogica delle opposizioni. Con l’ultimo “Decreto Lavoro”, il presidente del Consiglio ha chiarito che la difesa del salario non passa per le scorciatoie ideologiche, ma per la valorizzazione della contrattazione di qualità. Il principio è tanto semplice quanto rivoluzionario per un’Italia abituata al sommerso: le risorse pubbliche devono andare solo a chi rispetta i lavoratori, colpendo duramente i contratti pirata e lo sfruttamento.
Primo Maggio, la celebrazione di Meloni tra lavoro stabile e casa sicura
I numeri, d’altronde, certificano il cambio di passo: oltre 1,2 milioni di occupati in più dall’inizio della legislatura, il record storico di occupazione femminile e una drastica riduzione del precariato (-550mila). È la risposta di chi crede che la dignità nazionale passi per la sicurezza e la stabilità economica delle famiglie. E di chi pensa che la dignità del lavoratore è incompleta se non è protetta tra le mura domestiche. Perché è questo il diagramma di un governo che, oltre le tentazioni assistenzialiste del passato, rimette al centro il merito, l’impegno, i diritti e la giustizia sociale di un’Italia che, in questo Primo Maggio, celebra chi la nazione la manda avanti ogni giorno.
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