Molto più che una ricorrenza
Primo Maggio, l’esecutivo tra orgoglio e tributo ai lavoratori: “Prima il lavoro” per noi non è una frase fatta, ma un valore
Da La Russa a Fontana, passando per i ministri, le istituzioni unite: basta ideologie, il lavoro è il fondamento della libertà, della ripresa nazionale e di coesione sociale. L'omaggio a chi ha perso tragicamente la vita durante lo svolgimento della professione e, sullo sfondo, la sfida del "salario giusto"
+ Seguici su Google DiscoverQuello che il governo celebra e solennizza oggi è un Primo Maggio di orgoglio e dignità. La festa di un’Italia che produce: non una passerella ideologica, ma un tributo al “motore” della nazione. Per l’esecutivo, a partire dalla premier Meloni, e passando per tutti i ministri e le massime cariche dello Stato, la festa di oggi è il momento di ribadire che ripresa e rilancio passano attraverso lavoro e lavoratori.
Primo Maggio, La Russa: lavoro, fondamento della Repubblica e strumento di dignità, libertà e coesione
Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha aperto le celebrazioni definendo la festa un’occasione per «rinnovare il valore del lavoro come fondamento della nostra Repubblica e strumento di dignità, libertà e coesione sociale». Un pensiero rivolto a chi ogni giorno contribuisce alla crescita dell’Italia, ma anche a chi ha perso tragicamente la vita durante lo svolgimento della professione: «Continuiamo a promuovere condizioni di lavoro più sicure e più giuste».
Dal Presidente della Camera Lorenzo Fontana l’«omaggio a chi costruisce sviluppo ogni giorno»
Sulla stessa linea il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che ha ricordato come la Repubblica sia fondata sul lavoro «secondo la volontà dei Padri costituenti». Principio che rimette al centro «il valore e l’importanza nella costruzione del presente e del futuro». senza dimenticare di celebrare «donne e uomini che, con impegno e responsabilità, contribuiscono ogni giorno allo sviluppo del Paese». Come la «necessità di un impegno costante e condiviso contro le morti sul lavoro», rinnovando «un pensiero di vicinanza ai familiari delle vittime».
Calderone, oltre il salario minimo: la sfida del “salario giusto”
Il ministro del Lavoro Marina Calderone, da parte sua, si è soffermata invece sullo spiegare la filosofia del nuovo decreto legge primo maggio con cui si punta a «guardare veramente a quello che deve essere l’obiettivo: cioè valorizzare il salario giusto, così l’abbiamo voluto definire, e quindi dare una spinta alla contrattazione collettiva di lavoro. E liquidando le polemiche sulle soluzioni parziali, ha chiarito anche: «Il salario minimo, quello che anche le opposizioni hanno spesso richiesto, se vogliamo è una pagina di un libro. Mentre invece un contratto collettivo ne contiene tantissime. E sono tutti gli interventi. Tutte le garanzie per i lavoratori». In conclusione: «Il salario giusto è l’intero libro».
Urso: «”Prima il lavoro” per noi non è uno slogan, ma un valore»
Un approccio concreto confermato dal ministro Adolfo Urso (Mimit): «”Prima il lavoro” per noi non è uno slogan, ma un valore. I risultati lo confermano: un milione e duecentomila occupati in più». Sottolineando: «La strada è quella giusta, i risultati lo confermano, e con il nuovo decreto proseguiamo nella stessa direzione (…) come abbiamo dimostrato con chiarezza in questi anni, a cominciare dal primo provvedimento che ha reso strutturale il taglio del cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori».
I pilastri di una nazione: sicurezza, scuola e salute. Il tributo dei ministri Piantedosi e Valditara
E in questo primo maggio non poteva che essere anche così: un tributo corale è andato ai lavoratori in prima linea. il titolare del Viminale Matteo Piantedosi ha ringraziato le Forze dell’Ordine: «Siete uno dei pilastri su cui si fonda la coesione sociale della nostra Repubblica». «Buon 1° maggio! In questa giornata dedicata ai lavoratori, desidero rinnovare il mio ringraziamento a tutte le donne e gli uomini del Viminale, delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e delle prefetture. Ogni giorno garantite sicurezza e legalità sui territori, tutelate i diritti dei cittadini e prestate soccorso a chi si trova in difficoltà», ha detto il numero uno dell’Interno. Concludendo: «Tutto il Paese vi è grato».
Mentre il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara ha rivolto un pensiero a chi opera nelle scuole, spesso in trincea anche lì (mutatis mutandis). «Il 1 maggio noi vogliamo celebrare quelle tante donne e quei tanti uomini che con il loro lavoro contribuiscono alla crescita della nostra Italia. In questa giornata desidero rivolgere un pensiero speciale a tutti i lavoratori della scuola: dirigenti, docenti, personale Ata. A loro va il mio ringraziamento per l’impegno quotidiano a favore dei nostri giovani. Una scuola che insegna il valore del lavoro, per un Paese che torna a credere nel proprio futuro».
La rotta su salute, sicurezza, futuro da Schillaci a Pichetto, passando per Zangrillo
Infine, mentre il ministro Orazio Schillaci (Salute) ha lodato il personale sanitario come «pilastro fondamentale», ricordando le misure per contrastare le «ignobili aggressioni», e ribadendo: « In questa giornata voglio esprimere la mia gratitudine verso i medici, gli infermieri e verso tutto il personale sanitario e sociosanitario, verso coloro che ogni giorno, con il loro impegno professionale, si prendono cura di tutti noi cittadini»; Paolo Zangrillo (PA) ha richiamato il dovere di garantire «un lavoro sicuro in grado di valorizzare il talento».