Scintille dallo Studio Ovale
Trump all’attacco di Europa e Nato, dopo Merz sfida Roma e Madrid: “Via le nostre truppe. Spagna orribile”. Crosetto: non ne capirei le ragioni
+ Seguici su Google DiscoverDonald Trump torna ad attaccare gli alleati europei e minaccia il ritiro delle truppe americane da Italia e Spagna. Dallo Studio Ovale, il presidente Usa accusa Roma e Madrid di non aver sostenuto Washington nella guerra con l’Iran.
Il tycoon torna alla carica e rilancia l’attacco sul colpire i “cattivi” della Nato che non lo hanno aiutato sul fronte con Teheran: da Berlino a Madrid, e anche al nostro Paese. Dal cuore della Casa Bianca, il presidente americano sferra un ennesimo avvertimento: il possibile ritiro dei contingenti americani dalle basi di Spagna e Italia. Un monito che risuona con veemenza, ma che per l’Europa dovrebbe rappresentare un incentivo.
Immediata la reazione del ministro della Difesa, Guido Crosetto: «Non ne capirei le ragioni. Come è evidente a chiunque, non abbiamo usato Hormuz. E ci siamo anche resi disponibili ad una missione per proteggere la navigazione. Cosa che peraltro è stata molto apprezzata dai militari americani».
Trump scuote l’Europa: truppe via da Italia e Spagna?
Il tycoon insomma, come è solito fare, non usa giri di parole. Dopo aver messo nel mirino la Germania del Cancelliere Friedrich Merz, accusata di immobilismo e mancanza di visione, Trump ha puntato l’indice contro Roma e Madrid. «L’Italia non è stata di alcun aiuto. E la Spagna è stata terribile», ha sentenziato l’inquilino della Casa Bianca, lamentando il mancato sostegno europeo nel conflitto contro l’Iran. Per il presidente americano il problema è strutturale: la Nato non risponde più alle esigenze di Washington. E gli alleati “approfitterebbero” della protezione a stelle e strisce senza offrire nulla in cambio, specialmente nel controllo di quadranti strategici come lo Stretto di Hormuz.
Una sfida a doppio risvolto
Certo, in Italia, dove stazionano circa 13.000 militari americani dislocati tra Aviano, Vicenza, Sigonella e Napoli. E in Spagna dove ne sono stanziati circa 4 mila, le parole di Trump non sono ancora ordini di sgombero, ma segnano una possibile inversione di tendenza che per ora guarda alle truppe Nato nel cuore dell’Europa. E non è nemmeno una questione di quanto siano “cattivi” gli Stati membri presi di mira dalle dichiarazioni del tycoon. «Sarebbe un conto se avessero detto le cose gentilmente», ha lamentato Trump, attento almeno per una volta alla forma. Perché la sostanza del messaggio, al di là della configurazione lessicale, rimanda a un richiamo concreto ai Paesi partner a una propria strategia di difesa e autonomia energetica.
È sempre più evidente, insomma, che la sfida che attende l’Europa consiste da tempo nel diminuire la dipendenza da Washington in campo militare e, allo stesso temp, accrescere l’autonomia energetica, rimanendo ancorati all’Occidente al di là degli schieramenti su Russia, Israele o tentazioni filo-islamiche. Perché la minaccia militare non proviene dagli Stati Uniti d’America, ma evidentemente dall’”asse del male”, come lo chiamano realisticamente alla Casa Bianca: tanto più in uno scenario di “guerra ibrida”, fatta di spionaggio, cyber-attacchi e propaganda, rispetto al quale urge farsi trovare preparati.
Iran, guerra senza via libera del Congresso Usa: oggi per Trump scadono i 60 giorni
Nel frattempo, mentre l’annuncio del ritiro delle truppe scuote le cancellerie europee, il fronte iraniano resta incandescente. Oggi, 1° maggio, scade il termine di 60 giorni previsto dalla War Powers Resolution del 1973: la legge che impone al Presidente Usa di ottenere il via libera del Congresso per proseguire le operazioni militari. Eppure, nonostante la scadenza, Trump tira dritto, definendo il conflitto una semplice «operazione militare» per evitare lacci parlamentari. Il Pentagono punta sul recente cessate il fuoco per sostenere che il conteggio dei giorni sia sospeso.
Trump informato per 45 minuti su nuovi piani di attacco
Tuttavia, la tensione bellica non accenna a calare. Nel corso di un briefing con il comandante del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper e con il generale Dan Caine, il Capo dello Stato Maggiore congiunto americano dei nuovi piani per possibili attacchi contro l’Iran, il presidente americano è stato appena informato su nuovi, imminenti piani d’attacco contro Teheran. Il braccio di ferro tra la Casa Bianca e il Congresso è appena iniziato. «L’Iran ha fretta, vuole un accordo perché il paese sta crollando», ha asserito Donald Trump, ribadendo che Teheran punta a un’intesa per porre fine alla guerra. Anche il presidente degli Stati Uniti, però, ha più di un motivo per risolvere rapidamente la questione. Anche la Casa Bianca, infatti, deve fare i conti con il calendario.