Clima di tensione
Primo maggio rosso fuoco a Torino: i militanti di Askatasuna provano a rioccupare. Invano… (video)
+ Seguici su Google DiscoverAltro che festa dei lavoratori, il primo maggio a Torino è rimasto sotto la cappa della tensione a causa degli scontri provocati dagli antagonisti. I militanti di estrema sinistra hanno provato, ancora una volta, ad avvicinarsi allo stabile sgomberato in Corso Regina Margherita. Volevano utilizzare il cortile ad ogni costo, ma lo schieramento delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa li ha ostacolati in ogni modo.
Dopo essere arrivati davanti al blocco degli agenti davanti allo stabile, gli antifascisti militanti hanno continuato ad avanzare con lo striscione, lanciando acqua ai poliziotti e cercando di avanzare nonostante lo sbarramento. Successivamente, come dimostrano i video sul web, sono iniziate le prime cariche di alleggerimento degli agenti, che sono riusciti a respingere i facinorosi anche grazie agli idranti installati sulle camionette. Non sono mancati cori come “Tutto il mondo detesta la Polizia”, lanciati dalle file dei manifestanti radicali radunati nelle strade.
Il primo maggio rosso di Askatasuna: a Torino cori e oggetti contro la Polizia
Oltre agli insulti e alle minacce contro le forze dell’ordine, gli antagonisti torinesi non si sono risparmiati nel lancio di oggetti contro gli agenti schierati a difesa dello stabile. Come si vede nel filmato pubblicato da Torino Cronaca su Youtube, alcuni manifestanti hanno lanciato bottiglie di vetro verso la polizia in assetto anti-sommossa, che stavano presidiando una delle entrate di Askatasuna. Alcuni facinorosi a volto coperto sono riusciti a rompere i sigilli e ad entrare nell’ex centro sociale, per poi essere raggiunti e sgomberati nuovamente dagli agenti.
Ogni scusa è buona per attaccare lo Stato
Sullo striscione portante della manifestazione, gli antagonisti avevano scritto: «La loro guerra non la paghiamo», in chiaro riferimento a quanto sta accadendo in Medio Oriente. I volantini affissi a una delle loro camionette presentavano la stessa frase, con i volti di Meloni, Trump e Netanyahu. Sebbene la premier italiana avesse già confermato a più riprese che il nostro Paese non avrebbe preso parte allo scontro in Iran. L’ennesimo modo per screditare il governo mischiando le carte in tavola, perché per l’estrema sinistra è sempre comodo dare la colpa al governo. Ma la contraddizione più grande emerge dai loro motti: dicono di essere contrari alle violenze generate dai conflitti, ma hanno scatenato una guerriglia urbana, per l’ennesima volta in pochi mesi, nel capoluogo piemontese.
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