Bufera a Libero
Botta e risposta Sechi-Angelucci, il direttore: “Licenziato proprio ora che sono sotto scorta”. L’editore: “Ricostruzione strumentale”
«Angelucci mi ha licenziato. Lo ha fatto nel momento in cui sono finito sotto scorta. Minacciato di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti». Il direttore di Libero Mario Sechi annuncia così, senza preavviso, preamboli o ammortizzatori di sorta, su X, il licenziamento da parte dell’editore Antonio Angelucci. E quella che sta per chiudersi assume tutti i contorni di una giornata ad alta tensione per l’editoria.
Sechi sui social: «Angelucci mi ha licenziato nel momento in cui sono finito sotto scorta»
Un post fulmineo, quello pubblicato sui social da Sechi, che in poche ma corrosive parole comunica la fine della sua direzione al quotidiano. Non solo: lasciando leggere tra le righe un personale e innegabile disappunto nei confronti della proprietà. Del resto, è sotto gli occhi di follower e lettori comuni: le parole del direttore sotto scorta mettono in diretta correlazione il provvedimento di interruzione del rapporto lavorativo con le recenti misure di sicurezza disposte a sua tutela, a causa delle minacce ricevute dalla galassia anarchica. Ma l’editore non ci sta. E la replica arriva netta e immediata.
La replica dell’azienda: «Strumentale la ricostruzione di Sechi»
Fonti vicine a Libero – riferisce l’Ansa – definiscono «strumentale» la ricostruzione di Mario Sechi, che su X ha collegato la richiesta di lasciare la direzione del quotidiano alla circostanza di essere finito sotto scorta. Ma ci sarebbe anche di più. Perché, sempre le stesse fonti, osservano che la misura di protezione nei confronti di Sechi sarebbe stata disposta già da circa tre settimane e che, dunque, il richiamo fatto oggi alle minacce ricevute avrebbe il solo effetto di presentare la vicenda come una ritorsione personale.
Sechi-Angelucci: il punto di rottura sulla tempistiche
Peraltro, sempre secondo quanto apprende l’Ansa, Sechi non sarebbe stato licenziato direttamente da Angelucci, ma sollevato dall’incarico nell’ambito delle decisioni editoriali del quotidiano. Aggiungendo le stesse fonti, nelle more, «che misure di tutela nei confronti di direttori di giornale ed esponenti dell’informazione, non sono un fatto eccezionale e, in altri casi, risultano anche più estese e rilevanti». Concludendo sul punto che, «in questo quadro, viene giudicato “improprio” utilizzare la questione della scorta per sostenere l’idea di un licenziamento avvenuto “nel momento” delle minacce».
Accusa e replica: il botta e risposta che punteggia la vicenda Sechi-Libero
Dunque, il punto di rottura totale tra le due parti si concentra sulla tempistica dell’intera vicenda. Le medesime fonti del quotidiano osservano infatti che la misura di protezione nei confronti di Sechi sarebbe stata disposta già da circa tre settimane. Di conseguenza, il richiamo fatto dall’ex direttore alle minacce ricevute proprio nelle ultime ore avrebbe, secondo l’editore, il solo effetto di presentare un normale avvicendamento professionale alla direzione di una testata come una ritorsione personale e impropria. Accusa che l’azienda respinge al mittente, al netto dell’amarezza personale e professionale che ogni commiato porta inevitabilmente con sé…
Ultima notizia
Closing entro fine giugno
Banca Ifis, sottoscritto l’accordo per la cessione del 100% di ARECneprix a Prelios per 30 milioni di euro
Economia - di Redazione