L'iniziativa del paroliere
Mogol propone multe da 50mila euro per chi diffonde canzoni offensive contro le donne: “Dev’esserci un’etica”
Da qualche tempo, il comune di Lazise in provincia di Verona si muove sulla stessa linea del paroliere, mettendo al bando la musica «contro la morale». Secondo lui non devono essere multati i giovani, ma chi trasmette certi brani
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 28 Maggio 2026 alle 19:48
Giulio Rapetti, conosciuto nell’ambiente musicale con lo pseudonimo di Mogol, ha proposto una multa di 50 mila euro contro testi delle canzoni ritenute volgari e che insultano le donne. Il paroliere, che è stato ospite oggi in collegamento con La volta buona su Rai 1 ha spiegato che «Certi testi dovrebbero essere multati. Soprattutto se insultano le donne, non è possibile mancare di rispetto in questo modo». Le canzoni a cui fa riferimento il paroliere di Lucio Battisti sono quelle della nuova scena trap, che ad oggi vengono scritte perlopiù dai «ragazzini». Come ha fatto notare la conduttrice, Caterina Balivo, «è ovvio che i 12enni non possono essere multati, puniamo infatti chi li diffonde»
Mogol propone una multa da 50mila euro per chi diffonde testi offensivi sulle donne
Inoltre, Mogol ha ritenuto che se il testo offende le donne non dovrebbe essere ammesso neanche dalla Siae (Società italiana degli autori ed editori). Se esistono canzoni di questo genere, ha spiegato il produttore discografico, è perché «manca ancora una legge che proibisce di insultare le donne. Ma perché mai bisogna favorire canzoni che offendono le donne e le mamme?».
C’è chi già da tempo si è uniformato al bando dei testi «contro la morale»
La linea di Mogol è stata condivisa dal Comune di Lazise, vicino Verona, che ha messo al bando la musica «contro la morale». In collegamento dal lago di Garda, l’ex assessore alle manifestazioni, Elena Buio, ha spiegato perché ritiene che la norma – che non è mai stata applicata – sia eccessiva: «La libertà di espressione resta la cosa più importante. La musica va tutelata. Il problema non è la musica trap, ma non chiedersi cos’è che manca a questi ragazzi per scrivere canzoni con testi simili». Ma il messaggio che ha voluto inviare Mogol è un altro: «Non devono essere multati i giovani, ma chi permette di diffondere queste canzoni. Ci deve essere un’etica».
Ultima notizia
Closing entro fine giugno
Banca Ifis, sottoscritto l’accordo per la cessione del 100% di ARECneprix a Prelios per 30 milioni di euro
Economia - di Redazione