Non li hanno visti arrivare
«A posto»: due parole bastano a Meloni per smentire Schlein e smontare la narrazione della sinistra
«A posto»: due brevissime parole, che qualcuno con ironia potrebbe addirittura riassumere in una sola, raddoppiando la lettera “P” e trasformandole in “apposto”.
«A posto»: sei lettere e uno spazio, che nella loro disarmante semplicità hanno consentito a Giorgia Meloni di togliersi diversi sassolini nella scarpa dopo la vittoria a Venezia di Simone Venturini. Perché quando la premier e leader del centrodestra le ha messe a commento di un articolo postato sui social del quotidiano La Repubblica, dal titolo: Venezia, Schlein chiude la campagna elettorale di Martella: “Da qui mandiamo a casa Meloni” ha risposto alla segretaria Pd. E non solo: in un sol colpo ha smontato anche la narrazione di una certa stampa che dal referendum sulla giustizia racconta il tracollo che non c’è.
Non li hanno visti arrivare nemmeno stavolta
Anche stavolta nessuno ha visto arrivare la Schlein e i compagni del campo largo, anche stavolta Giorgia Meloni ha dimostrato di avere ancora, dopo quasi 4 anni di governo, il consenso del popolo italiano. Ancora una volta l’esito del voto ha smentito il racconto di una sinistra che continua ad auto-convincersi di essere già a Palazzo Chigi, probabilmente già pronta a litigare sul primo rimpasto di governo, dopo aver deciso chi farà il premier. Intanto la realtà è molto diversa dal sommario riportato dall’articolo del quotidiano La Repubblica sopracitato: Il ministro Crosetto in laguna per il candidato della destra Venturini lasciato solo da Meloni e dai leghisti veneti Zaia e Stefani.
Altro che Venturini: a esser lasciato solo a Venezia è il campo largo
Se qualcuno è stato lasciato solo a Venezia è stato proprio il campo largo che è stato praticamente doppiato dalla coalizione che ha vinto, il Pd, Elly Schlein e tutto quel mainstream che in queste ore ha dovuto cancellare e resettare una storia più confacente ai propri desiderata che alla realtà dei fatti. Insomma per parafrasare l’ormai nota citazione di renziana memoria, dopo la vittoria del neo sindaco sostenuto da Meloni direttamente al primo turno e senza passare nemmeno per il ballottaggio, per i prossimi mesi la sinistra può stare serena. Anzi, “Serenissima”.
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