La mappa del voto
Comunali, il centrodestra trionfa a Venezia e Reggio Calabria: gli italiani smascherano il bluff del campo largo
La "spallata" evocata da Elly Schlein si infrange contro il voto. L'ironia di Meloni: «Anche oggi il tanto annunciato crollo del centrodestra lo rimandiamo a domani»
Attesa dal centrosinistra come l’appuntamento che doveva confermare la fantomatica riscossa partita con il referendum, questa tornata di amministrative ha confermato invece che la “spallata” al governo Meloni è un bluff. Esattamente come la capacità del campo largo di farsi alternativa. La città simbolo di questa vittoria per il centrodestra e disfatta per l’opposizione è Venezia: quando lo spoglio è oltre la metà (136 sezioni su 256) il candidato del campo largo Andrea Martella è fermo al 37,45%, mentre Simone Venturini del centrodestra è al 53,45%, tanto da poter ormai rivendicare la vittoria, sebbene usando «un po’ di scaramanzia».
Meloni: «Anche oggi il tanto annunciato crollo del centrodestra lo rimandiamo a domani»
«Rivolgo i miei auguri di buon lavoro ai sindaci eletti in questa tornata amministrativa. Avranno il compito di accompagnare le proprie comunità nei prossimi anni, affrontando sfide molto importanti. In bocca al lupo a tutti», ha scritto su X la premier Giorgia Meloni, che ha commentato il crollo delle speranze di alcuni con un «Ps»: «E anche oggi – ha ironizzato – il tanto annunciato crollo del centrodestra, lo rimandiamo a domani».
Schlein smentita per l’ennesima volta
Per capire l’investimento fatto su Venezia dal campo largo, che qui si è presentato in formazione campo larghissimo – non solo Pd, M5s, Avs ma anche Italia Viva, Psi, +Europa, Radicali, Rifondazione Comunista -, basterà ricordare che sia Elly Schlein sia Giuseppe Conte sono arrivati in città per chiudere la campagna elettorale, rigorosamente ciascuno per conto proprio. Del resto Schlein sembra non perdere occasione per farsi smentire platealmente: «Venezia può segnare un punto di ripartenza per l’intero Paese e dare un segnale: diamo una spinta per mandare a casa il governo Meloni», ha profetizzato nel comizio di chiusura della campagna elettorale a Mestre.
Narrazione della sinistra vs voto degli italiani
«Noi aspettiamo e rispettiamo sempre il parere dei cittadini. Normalmente – ha commentato il responsabile organizzazione di FdI – dalle elezioni amministrative non è mai utile trarne un risultato nazionale. Prendo atto però che la Schlein aveva dichiarato: da Venezia arriverà un messaggio per Giorgia Meloni. Il messaggio è arrivato, andiamo avanti così. Perché mi sembra che il messaggio sia arrivato con chiarezza».
«Si erano presentati tutti convinti a Venezia di proseguire una narrazione che in queste settimane era circolata della Meloni finita, il centrodestra è in crisi, settimane e settimane che si parlano addosso e gioiscono a sinistra su come è cambiato il vento. Poi arrivano gli italiani, si esprimono e si svegliano e i loro sogni si infrangono con la realtà dei fatti», ha detto ancora il deputato di FdI, ricordando anche «il dato enorme e fortissimo di Reggio Calabria, ma anche nei piccoli comuni, in feudi storici della sinistra come Gallipoli, dove si va forse alla vittoria al primo turno del centrodestra». «Il centrodestra a queste elezioni amministrative è andato bene, è un dato diffuso», ha concluso Donzelli.
Il risultato plebiscitario del centrodestra a Reggio Calabria
Il dato di Reggio Calabria è l’altro plateale di questa tornata: il centrodestra ha strappato la città al centrosinistra con una percentuale di consenso impressionante. Il candidato del centrodestra, Francesco Cannizzaro alla quarta proiezione è al 68,2% contro il 22,3% del candidato del campo largo Domenico Battaglia, che era di fatto il sindaco uscente, avendo svolto il ruolo di facente funzione dopo le dimissioni del sindaco Giuseppe Falcomatà, eletto in Consiglio regionale. «Una vittoria di squadra», l’ha definita Cannizzaro, dedicato il risultato a «Jole Santelli e Maurizio D’Ettore e ai cittadini reggini che oggi, attraverso il loro ampio consenso, mi hanno consentito di scrivere una pagina di storia e di ridare una nuova stagione di speranza a questa città».
«A sinistra si portano sfiga da soli»
Per il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, «i dati delle comunali confermano la fiducia nel centrodestra e nel governo Meloni, dimostrando che il referendum è stato un episodio sganciato dalle attività di questi 4 anni. Chi sperava in un risultato diverso avrà forse modo di stupirsi, noi invece abbiamo ben chiaro che una sinistra sfascista, ideologizzata e produttrice seriale di fake news non ce la farà mai. Insomma, si portano sfiga da soli».
Anche la “rossa Toscana” delude la sinistra
Sfuma anche la speranza, a sinistra, di riconquistare la “rossa Toscana”. Ad Arezzo, dove si presentava unito, il campo largo non ce l’ha fatta a conquistare la città: a 55 sezioni scrutinate su 97 il candidato del centrodestra Marcello Comanducci è al 43,85% avanti di oltre 11 punti rispetto a Vincenzo Ceccarelli, fermo al 32,2%. L’unica soddisfazione l’opposizione se la prende a Pistoia, dove Giovanni Capecchi si afferma su Anna Maria Celesti, mentre a Prato la conferma di Matteo Biffoni non cambia gli equilibri.
De Luca batte il campo largo a Salerno
Nessuna sorpresa sembra arrivare da Salerno, dove sebbene lo spoglio sia molto indietro le proiezioni restituiscono una affermazione di Vincenzo De Luca con il 57%. Un dato che significa, in realtà, la sconfitta del campo largo e del Pd: l’ex governatore ha imposto che il simbolo del “suo” partito non comparisse tra le liste che lo sostenevano e, con la sua strategia, ha ottenuto anche che il M5S corresse per conto proprio. Insomma, a Salerno il “cacicco” De Luca ha ottenuto una vittoria politica su tutta la linea, infliggendo una sconfitta umiliante alla segretaria dem.
Gli altri capoluoghi verso il ballottaggio
Per il resto, a scrutinio ancora in corso le città che sembrano destinate al ballottaggio sono Lecco, Macerata, Crotone, Chieti, dove il centrosinistra pare non avercela fatta al primo turno neanche con un peso massimo come l’ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, Mantova, Avellino, Fermo, Andria, Trani, Enna, Agrigento e Messina.