Non l'hanno visto arrivare
Venturini, “il ragazzo di Marghera”, che ha asfaltato il campo largo. Umile, concreto, deciso: così ha sbaragliato i pronostici (video)
Politica - di Gloria Sabatini - 26 Maggio 2026 alle 08:54
Giovane, umile, esperto di amministrazione pubblica, con quello stile da ragazzo della porta accanto, Simone Venturini ha sbancato al primo turno rimandando a data da destinarsi la remuntada del campo largo. Scout di formazione cattolica, avvocato, 38 anni, il neosindaco di Venezia ha sbaragliato ogni pronostico sconfiggendo il candidato del centrosinistra Andrea Martella. Che Schlein già dava seduto sulla poltrona più importante di Ca’ Farsetti. Il «ragazzo di Marghera» incassa anche un bottino personale pesante con il 30% di consensi alla sua lista civica. Il neosindaco della Laguna vanta un lungo impegno civile fin da ragazzo: a soli 21 anni è eletto in consiglio comunale a Venezia. Poi le performance nella prima giunta di Luigi Brugnaro, che gli affida l’assessorato alla Coesione sociale, e poi lo conferma al secondo mandato con le deleghe alla Casa e al Turismo.
Venturini sbanca e gela i sogni di remuntada del campo largo
Portato in trionfo sotto galleria Matteotti, nel centro di Mestre, è doppiamente emozionato per la vittoria che arriva nel giorno del secondo anniversario di matrimonio. Approccio post-ideologico e tanta concretezza hanno sconfitto la tracotanza del Nazareno, fino a poche ore prima del verdetto sicuro che dalla Laguna sarebbe arrivata la spallata a Roma. Invece “i veneziani hanno premiato 11 anni di buon governo cittadino. Il mio risultato è superiore alle attese, anche se ero certo di vincere al primo turno. Ora – dice in un colloquio con Repubblica – smettetela di dire che sono il delfino di Brugnaro. In laguna l’unico delfino che c’è nuota nel mare”. Il derby veneziano si è rivelato uno scontro tra pragmatismo e ideologia. Male hanno fatto le sinistre a far calare in laguna i pezzi da novanta a sostegno di Martella. “Non sanno che i veneziani sono allergici agli estranei che spiegano loro cosa devono fare, senza conoscerli. Prima hanno ascoltato Schlein, Conte e Renzi: poi hanno votato il loro Venturini”.
La telefonata di Meloni: è un successo mondiale
Mai aggressivo, sorridente ma forte di un profilo istituzionale ineccepibile, amante del tennis con una spiccata preferenza per Musetti, Venturini in campagna elettorale ha giocato pancia a terra le sue carte migliori. Concretezza e grande attenzione al territorio con la mission di proseguire il lavoro del sindaco Brugnaro. Al campo largo non è bastato il voto delle truppe cammellate islamiche (7 candidati del Bangladesh in lista), a conti fatti un clamoroso boomerang. E neppure le polemiche artefatte su Fenice e Biennale, argomenti cari ai circoletti dell’intelligenza rossa. I veneziani pensano alla casa, al lavoro, alla sicurezza. La premier Meloni lo ha chiamato definendo quello di Venezia un successo mondiale. Una bella responsabilità. “La aspetto presto, ha promesso che verrà. È importante il feeling tra questa città e Roma: insieme risolveremo tanti problemi”. Gioco, partita, incontro.
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