Suicidi a ripetizione
Cacciari: “Mamma mia che crollo pazzesco. Compagni idioti, ma non faccio nomi. Martella? Eterno numero due”
Pazzesco, mai successo, un crollo. L’ex sindaco di Venezia e filosofo Massimo Cacciari, come sempre, non le manda a dire. Contattato telefonicamente dal Corriere della Sera, commenta a caldo, sconsolato, la performance inattesa del candidato di centrodestra Venturini che conquista la Laguna al primo turno. “Tutti i sondaggi parlavano di partita aperta. E poi Venezia era stato l’unico posto in Veneto dove a marzo al referendum avevano vinto i No. Perciò direi che gli elettori di centrosinistra stavolta non sono andati a votare, specie i giovani non ci sono andati”. Il filosofo, 82 anni, venne eletto col centrosinistra la prima volta nel 1993, riconfermato nel ’97 e nel 2005.
Cacciari: mamma mia che crollo, suicidi a ripetizione
Martella candidato sbagliato? Ancora peggio. “Il centrosinistra, dopo i miei mandati, inanellò suicidi a ripetizione. Ricordate Felice Casson? Invece di puntare sulle giovani leve veneziane del Pd, nel 2014 scelsero di candidare lui e vinse il centrodestra con Brugnaro. E ora con Martella ci risiamo”. Cacciari è impietoso. “Io lo conosco da una vita, Martella, niente di particolarmente tremendo, ma è un giovane vecchio, un politico puro. Una carriera da eterno numero 2, numero 3, una volta al seguito di Veltroni, un’altra al seguito di Orlando, un’altra ancora di Bersani. Insomma, non è così che si crea entusiasmo tra gli elettori”. Poi la frase più dura, da titolo di prima pagina. “Mio nipote Tommaso, per dire, avrebbe preso più voti di Martella…”. Già ai tempi di Casson – racconta l’ex sindaco – “io mi arrabbiai moltissimo con questi amici e compagni idioti, non faccio nomi, che pur di non passare mai il testimone ora hanno candidato Martella, che però è uno di loro. Così alla fine cos’hanno ottenuto? Una batosta inimmaginabile”.
Martella? Mio nipote Tommaso avrebbe preso più voti
L’assenza della premier Meloni dalla Laguna? “Perché è intelligente, lo penso da sempre. Ha fatto benissimo a non farsi vedere e se avesse imposto un candidato di FdI avrebbe perso matematicamente, perché avrebbe risvegliato l’antifascismo. Invece ha puntato su Venturini, che non era affatto l’alter ego di Brugnaro, ha lavorato per anni pancia a terra, il centrosinistra ha fatto male a sottovalutarlo. Vincenzo De Luca sarà per la quinta volta sindaco di Salerno. “Cose da manicomio. Ma questi sono vizi: c’è chi è cocainomane e chi vuole fare il politico a vita”.
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