Campo largo addio
Donzelli: “Volevano un segnale? È arrivato. Una risposta sonante. I nostri migliori alleati sono gli italiani”
Doppia intervista, al Foglio e al Corriere della Sera, per commentare la vittoria schiacciante del centrodestra alle amministrative, a cominciare dalla conferma di Venezia e dalla riconquista di Reggio Calabria dopo 12 anni. Giovanni Donzelli si ‘concede’ volentieri e sottolinea che il segnale evocato dal Pd è arrivato. Ma è una doccia fredda per il campo largo. “Non c’è bisogno di aspettare un secondo turno che permetterà di fare il conto delle città amministrate da uno o dall’altro schieramento prima di dare un giudizio sulla tornata amministrativa. Queste elezioni hanno già detto tantissimo”, dice il capo dell’organizzazione di Fratelli d’Italia.
Donzelli: volevano il segnale? È arrivato. Una risposta sonante
“Il sostegno al centrodestra c’è e resta. La realtà del voto non è quella che si raccontano da soli a sinistra, nei salotti televisivi o nei giornali compiacenti e schierati o tra opinionisti che non escono dalla loro bolla. Hanno avuto una risposta sonante”. E non venissero a dire, dopo la sconfitta, che si tratta di un test locale. “Vincere al primo turno a Venezia, la più grande delle città al voto, a Reggio Calabria, dove gli uscenti erano loro e sono stati subissati dai nostri voti, sono segnali che hanno un valore che va oltre il dato locale”. E ancora: “Sembrava stesse arrivando la nuova “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto e invece gli elettori ci stanno confermando la fiducia. In città come Venezia, che non è mai stata una nostra roccaforte, ma in tantissimi altri Comuni dove pure abbiamo rovesciato pronostici che loro davano per scontati”.
A Venezia sgonfiate le polemiche ad arte su Fenice e Biennale
Le polemiche sulla Fenice o la Biennale? “Assolutamente gonfiate, costruite ad arte, che hanno fatto illudere una bolla che tale resta. Venezia non è una città tradizionalmente vicina al centrodestra, ma la realtà è che gli elettori guardano il buongoverno, non temi che non interessano nessuno tranne i soliti salotti. Noi di FdI abbiamo avuto un risultato molto lusinghiero, ma non c’è dubbio che il candidato abbia attratto molto consenso su di sé. Il che significa che abbiamo una classe dirigente vera”. Anche su Salerno il messaggio è chiaro. “Il risultato più sonante – prosegue Donzelli – il centrosinistra lo ha ottenuto proprio dove il Pd non ha nemmeno presentato il simbolo. Qualcosa vorrà dire”. L’ipotesi di elezioni anticipate è naufragata del tutto. “Ipotesi senza fondamento. Abbiamo sempre detto che lavoreremo fino all’ultimo giorno utile, e così faremo”.
“Di Vannacci, con tutto il rispetto, non me ne frega nulla”
Il caso Vannacci? “Lo ripeto – dice al Foglio il parlamentare di FdI – è ininfluente. Io non mi presto al gioco. Siamo un partito serio, di governo. La mia opinione è che non serve parlarne. Vannacci serve ai giornali che lo stanno alimentando, che hanno bisogno di creare il mostro comunicativo per farci male. Io non alimento Vannacci, non serve. Vannacci non è Fini che si è separato da Berlusconi. Per cortesia! Vannacci non è Fini, su di lui sento numeri a caso. Il gioco è parlarne e costringere a farlo, ma detto con profondo rispetto, di Vannacci non me ne frega nulla. Governare, rispettare il programma, gli italiani sono i nostri migliori alleati“.
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