L'inchiesta sul calcio
Gervasoni torchiato per oltre quattro ore dai Pm. Il legale: “Abbiamo parlato solo di Salernitana-Modena”
L'ex supervisore del Var avrebbe parlato solo di una partita di serie B. Solo un riferimento a Inter-Roma. Misteri da chiarire
+ Seguici su Google DiscoverOltre quattro ore di interrogatorio per Andrea Gervasoni, il supervisore del Var indagato insieme ad Andrea Rocchi e ad altri tre ex arbitri per frode sportiva. Quattro lunghissime ore per parlare solo di Salernitana-Modena, una partita di serie B. Almeno così ha detto il suo legale all’uscita. Ma sull’inchiesta di Milano pesano ancora tante ombre.
L’audio di Inter Roma non è stato manomesso
“Abbiamo parlato di Salernitana- Modena. Niente altro. Ma abbiamo chiarito che Gervasoni fosse in un’altra palazzina. Stava seguendo la Serie A, non la B”. E su Inter-Roma: “È stata fatta una velocissima domanda: abbiamo chiarito che non c’è stato nessun intervento di Gervasoni”, ha detto il suo legale Andrea Ducci all’uscita. Gervasoni avrebbe confermato che non c’è stata alcuna manomissione dell’audio.
L’accusa per Salernitana-Modena riguarda un calcio di rigore inizialmente concesso al Modena dall’arbitro Antonio Giua e poi revocato dopo una revisione al monitor (On Field Review). Secondo gli inquirenti, Gervasoni avrebbe esercitato pressioni indebite sull’addetto al VAR Luigi Nasca per spingerlo a richiamare l’arbitro in campo e fargli cambiare decisione. Su Inter-Roma, invece, mancherebbe l’audio integrale del Var per un rigore non concesso ai nerazzurri.
Prima di entrare nella sede della Guardia di finanza, Gervasoni aveva detto di “essere qui per rispetto della magistratura“. Rocchi, com’è noto, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Quattro ore per una partita?
Lo stesso Gervasoni aveva anticipato che avrebbe parlato solo della partita di serie B ma resta un mistero un interrogatorio fiume su un solo evento calcistico, cosi come detto dallo stesso supervisore e dal suo legale.
Un altro ex arbitro di Serie A, Pasquale De Meo, che come Rocca aveva denunciato senza esito alla procura sportiva presunti torti subiti, racconta cosa si diceva all’interno del gruppo arbitrale in merito alle presunte “bussate” in sala Var. Secondo De Meo, “giravano delle voci all’interno del gruppo degli arbitri che venivano utilizzati dei segni convenzionali durante lo svolgimento delle gare all’interno del centro Var di Lissone”, spiegando che si trattava di indicazioni utilizzate per segnalare un calcio di rigore o meno. Entrando nel dettaglio, descrive alcuni esempi: “pugno chiuso è per indicare eventualmente intervento da fare da parte del Var o mano alzata per indicare di non intervenire”, mostrando anche il gesto della mano alzata a supporto delle sue parole.
Inter, vittima o carnefice?
A distanza di pochi giorni dagli avvisi di garanzia resta da capire il ruolo dell’Inter. Nessun suo tesserato è indagato ma per gli inquirenti, l’ex designatore avrebbe concordato con altri fischietti, “gli arbitri graditi” ai prossimi campioni d’Italia. Che dal loro canto lamentano una serie di errori arbitrali che avrebbero deciso la corsa scudetto del 2025. Un mistero tutto da chiarire.
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