Il punto debole
Il “Giorno della Vittoria” è una disfatta per Mosca: carri armati, missili e cadetti assenti per la guerra
+ Seguici su Google DiscoverCome ogni superpotenza imperialista che si rispetti, la Russia aspetta ogni anno il 9 maggio per sfoggiare la propria potenza militare. Si tratta di una data importante per il Paese, che da 81 anni continua a celebrare la vittoria sovietica nel secondo conflitto mondiale. Ma stavolta sarà diverso: il ministero della Difesa ha comunicato in una circolare che la parata per il “Giorno della Vittoria” si terrà in forma ridotta. Non ci saranno mezzi militari o sistemi missilistici da esibire al pubblico e agli esponenti di spicco che saliranno sul palco.
Il motivo dichiarato dal ministero della Difesa è «l’attuale situazione operativa», senza ulteriori precisazioni. Il Cremlino, invece, ha dato una spiegazione più diretta sui rischi legati alla sicurezza e legata all’«attività terroristica ucraina». Insomma, tutto fa pensare che ora Mosca si trovi in difficoltà e che ci sia più di un motivo per evitare i fasti di un tempo, che vedevano nel militarismo la soluzione a ogni malcontento popolare.
La parata del 9 maggio in Russia in forma ridotta
Un altro tema importante, che vale la pena sottolineare ai fini dell’evento, sarà la mancata presenza dei cadetti delle scuole militari russe. Il loro passaggio, come ogni anno, rappresentava il momento più allegro e amato dal pubblico. A Mosca, come riporta il Corriere della sera, non ci sono state restrizioni di movimento in vista della parata e tantomeno un improvviso blocco del traffico per le prove d’organizzazione. Ma soprattutto, la Piazza Rossa è rimasta aperta al pubblico a pochi giorni dall’evento nazionale.
Il Cremlino si giustifica col rischio terrorismo
Tra le ragioni principali che hanno indotto la Russia a ridurre la portata del 9 maggio ci sarebbe il rischio di attacchi terroristici ucraini. I droni di Kiev hanno continuato a colpire le raffinerie petrolifere del Paese negli ultimi tempi e Vladimir Putin aveva parlato di terrorismo anche in quel caso. Insomma, sembra più una scusa per non ammettere altre ragioni legate alla decisione interna per l’evento. È opportuno ricordare che, svariate volte, l’esercito russo ha condotto offensive contro i centri energetici ucraini, ma in quel caso nessuno a parlato di terrorismo. A quanto pare, secondo la logica del Cremlino, quando gli attacchi arrivano da Mosca si tratta di una guerra o addirittura di “un’operazione speciale”, mentre se l’Ucraina contrattacca bisogna sfoderare il vittimismo.
Ultima notizia
La Formula Uno negli States
Kimi Antonelli a caccia del tris ma su Miami incombono fulmini e maltempo: gran premio a rischio
Sport - di Giuliano Galdi