Sondaggio Ipsos: crescono centrodestra e FdI. Stabile il gradimento per il governo. Gli indignati hanno fallito ancora
Nonostante le polemiche, le indignazioni, le letterine agli studenti, gli slogan beceri nelle piazze, la mobilitazione antifascista, i predicozzi a Sanremo, i sermoni degli editorialisti schierati il gradimento per il governo Meloni resta invariato. E il centrodestra aumenta i consensi. Lo certifica oggi Nando Pagnoncelli (Ipsos) sul Corriere. Eppure il mese di febbraio ha visto imperversare le polemiche sul 41 bis e sul caso Donzelli-Delmastro e da ultimo sui fatti di Firenze. Attacchi che hanno fallito il bersaglio.
Il gradimento del governo Meloni
Nonostante questo “i giudizi sull’esecutivo e su Giorgia Meloni si mantengono esattamente sugli stessi livelli registrati a fine gennaio. Con un indice di gradimento pari rispettivamente a 51 e 53. Si confermano quindi due elementi che stanno accompagnando l’esecutivo fin dal suo insediamento: l’apprezzamento viene espresso da una percentuale significativamente superiore rispetto al bacino elettorale dei partiti della maggioranza”.
L’indice di gradimento della premier
L’indice di gradimento della premier (53) “è quasi plebiscitario – continua – tra gli elettori del suo partito (97), si mantiene su valori molto elevati tra gli alleati della Lega (86) e di FI (74), mentre tra i partiti dell’opposizione ottiene un indice più elevato tra gli elettori del Terzo polo (53) rispetto ai dem (24), ai 5 Stelle (24) e agli elettori dell’Alleanza Verdi-Sinistra (14)”.
Segno positivo per tutti i partiti di maggioranza
Tutti i partiti della maggioranza, inoltre, “fanno registrare un segno positivo, in particolare Forza Italia (+0,6%) che si riporta sopra il 7% e FdI (+0,5%) che tocca il 31%. Tra le forze politiche dell’opposizione il Pd con il 17% registra un aumento (+ 0,6%), mentre il M5S (17,5%), il Terzo polo (6%) e l’Alleanza Verdi-Sinistra (3,5%) arretrano rispetto ad un mese fa. Si mantiene molto elevata la quota di coloro che intendono astenersi o si mostrano indecisi (41,5%)”.
Le vicende di febbraio, in definitiva, “non sembrano aver avuto effetti sul consenso per l’esecutivo e la premier, che si mantiene stabile grazie soprattutto alle scelte di fondo finora adottate, dalle alleanze internazionali al rapporto con l’Unione Europea, dall’attenzione ai conti pubblici all’implementazione del Pnrr”.
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