Incidenti stradali, una strage silenziosa. La testimonianza dolorosa della mamma di Elena

mercoledì 1 Giugno 15:44 - di Valerio Scambelluri
incidenti stradali

Riceviamo da Valerio Scambelluri alcune riflessioni sugli incidenti stradali e pubblichiamo.

Marco, Giorgio, Stefania e Susanna. Sono nomi di fantasia ma quasi sicuramente anche adesso, negli incidenti stradali, stanno perdendo la vita un uomo, una donna o un ragazzo. Lo dicono i numeri di una strage silenziosa, che conta ogni anno circa 1.350.000 morti nel mondo di cui oltre 3100 solo in Italia. Ciclisti, pedoni, motociclisti, automobilisti: nessuna categoria è immune. Bisogna aggiungere che, dal 2020, dopo l’introduzione senza alcuna regola dei monopattini, le cifre crescono.

I motivi degli incidenti stradali

Tra i principali motivi degli incidenti stradali, che vede il suo picco in ogni week end, non sono solo l’alcool, la droga o i telefonini. Ci sono anche la mancata manutenzione delle strade, la mancanza di segnaletica, e, soprattutto a Roma, le buche. La maggior parte dei morti ha meno di 30 anni.

Le dolorose parole della mamma di Elena

Graziella Viviano è la mamma di Elena, caduta mentre era in sella alla sua moto sulla via Ostiense, a causa delle radici degli alberi che invadevano la carreggiata. «Solo a Roma», dice, «tra guidatori e passeggeri i motociclisti sono tanti quanto gli abitanti di tutta la città di Genova. Tra loro, mia figlia. Se non avesse trovato quelle maledette radici che gli uffici competenti del Comune di Roma non rimuovevano da anni, oggi avrebbe avuto 30 anni, Si starebbe preparando a un’estate felice come è giusto fare a questa età».

«Era una motociclista esperta»

«Elena – continua Graziella – era una motociclista molto esperta, assolutamente mai spericolata.  Difatti non eravamo in apprensione quando la sapevamo in moto. Purtroppo, la mancanza di manutenzione stradale è stata la causa dello sbandamento della moto e della relativa perdita del controllo. Elena è stata sbalzata a terra. E forse, se avesse avuto delle protezioni più adeguate, oggi sarebbe qui con noi».

La proposta da portare avanti

«Il problema del motociclista, dopo la caduta, è spesso l’atterraggio, che avviene ovviamente col proprio corpo. Oggi esistono gli airbag per i motociclisti. Ma sono troppo costosi, pur essendo utilissimi. Non dobbiamo pensare a chi ha moto da migliaia di euro ma a chi usa le due ruote per consegnare le pizze, la posta. Per loro la spesa è quasi sempre insostenibile. Di conseguenza si tende a non pensare all’acquisto di ciò che ci potrebbe salvare la vita in caso di incidente. Ecco perché ho fatto un appello al presidente Zingaretti, che in realtà estendo alle istituzioni competenti. Vanno aiutate almeno le persone con meno possibilità economiche. E sono convinta che, a fronte di questa spesa, si risparmierebbero tantissimi soldi per ricoveri causati da infortuni più o meno gravi. Ma soprattutto tante vite umane».

Incidenti stradali, il processo

«A distanza di 4 anni ha preso il via il processo per stabilire le responsabilità della scomparsa di mia figlia. Il pm ha accusato di omicidio stradale il direttore dell’ufficio manutenzione e il direttore tecnico del Municipio X, i due direttori dell’epoca del dipartimento Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana (Simu), il responsabile della manutenzione ordinaria del lotto 6 della grande viabilità, ossia il tratto dove è avvenuto il fatto e il responsabile della manutenzione stradale. Tra gli imputati ci sono anche il rappresentante legale dell’azienda incaricata della manutenzione di via Ostiense, e l’addetto alla sorveglianza».

«Nessuno ci ridarà mai nostra figlia ma…»

Questo processo è un passaggio che definirei epocale. Chi è pagato, specialmente se con soldi pubblici, deve svolgere il proprio ruolo con la massima attenzione e responsabilità. Altrimenti è giusto, in caso di colpevolezza accertata, che ne paghi le conseguenze. Nessuno ci ridarà mai nostra figlia ma sapere che, in ogni campo, le figure competenti, solo svolgendo il proprio lavoro con la massima attenzione, potranno impedire ad altre famiglie di piangere le loro vittime in incidenti stradali sarà sicuramente una grande vittoria per noi e per tutti i motociclisti che da quel maledetto giorno non hanno mai fatto mancare la loro presenza in ogni mia iniziativa».

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