Lombardia, La Russa: «Se Fontana non si ricandida, FdI può proporre un nome autorevole»

23 Apr 2022 15:27 - di Valeria Gelsi
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A circa un anno dall’appuntamento con le regionali in Lombardia, iniziano a circolare le prime indiscrezioni sui nomi che il centrosinistra potrebbe mettere in campo per tentare la scalata al Pirellone. Si parla in particolare del sindaco Giuseppe Sala, rieletto lo scorso ottobre e quindi da qui a un anno ancora nel pieno del mandato, e dell’economista Carlo Cottarelli. Di contro il centrodestra avrebbe come candidato naturale Attilio Fontana, ma il governatore in carica della Lombardia ha fatto intravedere la possibilità di non correre per un secondo mandato.

Fontana e la riserva sulla ricandidatura in Lombardia

Lo scioglimento della riserva era atteso per marzo, poi è slittato a «quando sarà finito il problema del virus», come spiegato alla fine del mese scorso dallo stesso Fontana. Dunque, sebbene il Covid non abbia una data di scadenza, come i più prudenti non fanno che ripetere, non dovrebbe mancare poi molto. Intanto, però, le settimane passano e nel centrodestra si comincia a ragionare, se non di nomi, almeno di metodo. Anche per evitare di ritrovarsi nuovamente nella condizione penalizzante di avere tutte le carte in regola per vincere, ma non un nome per farlo.

La Russa: «FdI può proporre un nome autorevole»

«Se un presidente di Regione ha lavorato bene e non ha problemi personali gravi, noi siamo dell’idea che debba essere riconfermato, e questa regola vale tanto per la Lombardia che per la Sicilia», ha spiegato Ignazio La Russa all’agenzia di stampa Adnkronos. «Ma se qualcuno decide che questa regola non vale più o se Fontana decide di non ricandidarsi – ha chiarito il vicepresidente del Senato – allora FdI può parlarne e proporre un candidato autorevole».

Il segnale del Pirellone alla Lega

Insomma, anche la Lombardia è ormai un territorio in cui le forze del centrodestra possono confrontarsi alla pari sui nomi da mettere in campo e FdI, nel caso si creassero le condizioni di dover individuare un nuovo candidato, è pronto a fare la propria parte. Sul tavolo, fanno notare gli osservatori, non c’è solo la questione della crescita del partito di Giorgia Meloni, ormai stabilmente sopra alla Lega a livello nazionale, ma anche quella della tenuta della Lega nella roccaforte lombarda. In questo senso, viene indicato come rivelatore di una certa difficoltà politica ciò che è accaduto a inizio mese al Pirellone, dove in consiglio regionale è passata a maggioranza e con voto segreto una mozione in cui si chiedevano le dimissioni di Gianluca Savoini dal Corecom, a causa delle sue simpatie per la Russia.

 

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