Missione fallita
La “maggioranza Giorgia” colpisce ancora: Ppe, Ecr e destre fermano il blitz della sinistra contro l’Italia
La maggioranza Giorgia è una realtà. Ancora una volta il Partito popolare europeo e i partiti di destra fanno asse e votano insieme e fermano la missione sullo Stato di diritto in Italia. Il partito guidato da Manfred Weber ha deciso di difendere ancora una volta il governo guidato da Giorgia Meloni. Proprio nella serata di mercoledì sera, il Gruppo di monitoraggio sulla democrazia – un organismo interno alla Commissione Libe del Parlamento Europeo- ha bocciato la mozione promossa da Socialisti, Verdi e Left – appoggiata anche dai liberali di Renew Europe – per avviare una missione di monitoraggio sullo stato di diritto in Italia. La votazione – è l’Ansa a darne notizia- si è svolta a porte chiuse, trattandosi di un processo come quello della definizione delle tre missioni di monitoraggio sullo Stato di diritto non ancora concluso dall’organismo.
Bocciata la mozione promossa da Socialisti, Verdi e Left
Si tratta di un’iniziativa dei “guardiani” della democrazia, i partiti della sinistra europea, intrapresa più di un anno fa. Ma il “muro” del Ppe, Ecr, Patrioti ed Europa delle Nazioni sovrane lo hanno impedito. Il gruppo di lavoro, creato nel 2018 dopo gli omicidi della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, ha invece votato a favore della missione in Grecia e confermato quella in Ungheria. Resta da deciderne un’altra. In pole position c’è la Romania, ma le forze progressiste italiane sono intenzionate ad insistere riproponendo in sede europea il nostro Paese. Tra i più accaniti c’è Alessandro Zan (Pd), che, assieme agli altri promotori della mozione, è uno dei più decisi a propalare la narrazione di un’Italia dove lo Stato di diritto sarebbe a rischio. Nel maggio 2025 l’organismo parlamentare ha affrontato il dossier Italia, organizzando audizioni con esponenti molto schierati: della comunità Lgbtiq+, giornalisti, tra cui il direttore di Fanpage Francesco Cancellato, che riferì sul caso Paragon, e – audite audite- l’ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci. Furono invitati anche i ministri dell’Interno e della Giustizia Matteo Piantedosi e Carlo Nordio, che tuttavia non parteciparono inviando funzionari governativi.
Il dem Zan il più accanito anti-italiano
Quello della maggioranza Venezuela, così chiamata dal voto di una risoluzione del settembre 2024 sul paese latinoamericano approvata dal Ppe insieme a Ecr, Patrioti ed Esn, poi divenuta ‘maggioranza Giorgia’ con l’approvazione di primi provvedimenti legislativi, è un tema che agita la sinistra europea, per i mutati equilibri. Per dire, sempre mercoledì Ppe assieme a Patrioti ed Ecr hanno dato vita davanti al Parlamento europeo a una manifestazione unitaria. Dietro gli striscioni ‘Ceuta deve essere difesa’ e ‘no all’invasione’ hanno manifestato gli esponenti dell’asse Ppe-destre, tra cui Vox, Lega e Fratelli d’Italia. Così c’è chi corre ai ripari e inizia a proporre altre strategi per contrastare l’asse Ppe-destre. In un’intervista a Politico, i tedeschi Niclas Herbst (Cdu/Ppe) e René Repasi (Spd/S&D) propongono un patto formale tra popolari e socialisti al Parlamento europeo, sul modello della grande coalizione tedesca per ricostruire una maggioranza centrista stabile ed evitare che il Ppe cerchi i voti dell’estrema destra sui singoli provvedimenti. Finora è andata loro molto male.