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Politica

Nuovo anno, altro rave ad Arezzo: in centinaia sfidano gli agenti. Meloni: è il buon 2022 della Lamorgese

03 gen 2022 di Ginevra Sorrentino

Nuovo anno, altro rave: e per la Lamorgese l’ennesima falla da tamponare. Stavolta la “rogna” arriva da Arezzo dove in centinaia, nella notte di Capodanno, hanno sfidato gli agenti. Se il buongiorno si vede dal mattino, sappiamo già cosa aspettarci da questo nuovo anno appena cominciato. Inaugurato, stando alle notizie arrivate in questi ultimi giorni, con un rave dio Capodanno massiccio e organizzato, che le forze dell’ordine hanno faticato a smantellare, arrivando a sgomberare 24 ore dopo l’avvio del raduno illegale. Con tutto il corollario di chiamate dei residenti preoccupati alle forze dell’ordine e gli immancabili momenti di tensione tra i giovani decisi a mantenere il controllo del presidio e gli agenti che cercavano di impedire l’arrivo di altri partecipanti, attivando posti di blocco per fermare il flusso di automobili. Una situazione che ha chiuso 12 mesi di abusi reiterati e di disordini e che Giorgia Meloni ha commentato sulla propria pagina Facebook postando: «Anno nuovo, rave illegali nuovi. Il buon 2022 dal ministro Lamorgese. Speriamo sia l’anno giusto per mandare finalmente a casa questi ministri incompetenti».

Rave di Capodanno, Lamorgese nel mirino della Meloni: «Anno nuovo, rave illegali nuovi. Il buon 2022 dal ministro»

Parole che, tra indignazione e ironia amara, sottolineano quanto la leader di Fdi non ha mai mancato di evidenziare: lo scempio degli abusi e l’inadeguatezza del ministro dell’Interno nel provare ad arginarli. A partire dalla gestione dei flussi migratori. Passando per sfida dei rave party. Fino alla “stretta” sui cortei. Con la Lamorgese ripetutamente in tilt, per cui Fratelli d’Italia ha lanciato una petizione con la richiesta di dimissioni della ministra per la quale, già alla fine di novembre ribadiva la presidente di Fdi,  «abbiamo già raccolto 150.000 firme». Nel frattempo, gli sbarchi sono proseguiti, registrando addirittura un’impennata proprio nei giorni delle festività natalizie. Esattamente come la fine dell’anno si è festeggiata “in bellezza” con circa 500 giovani, provenienti da tutta Italia, che hanno salutato il 2021 e dato il benvenuto al 2022 in un rave party abusivo sulla collina di Poti, alle porte della città di Arezzo.

Rave di Capodanno: centinaia di partecipanti hanno presidiato l’area sulla collina di Poti, alle porte di Arezzo

E con altre centinaia in moto perpetuo e continuo arrivo, tanto che la Adnkronos nelle scorse ora, rilanciando la notizia, rimarcava: «Si parla della presenza nella notte di San Silvestro di un migliaio di partecipanti». Mentre, per la mattina del 1 gennaio 2022, segnalava: «È iniziata l’opera di identificazione dei partecipanti e lo sgombero dell’area occupata. Sarebbero ancora circa 400-500 i giovani presenti. La strada di accesso all’Alpe di Poti è presidiata da polizia, carabinieri e guardia di finanza. E dalla Questura di Arezzo si fa sapere che la situazione è sotto controllo». E quindi, come la norma e i protocolli prescrivono, una volta cessata la musica e sgomberato lo stabilimento dismesso della Fontemura a Poti – dove centinaia di giovani si erano dati appuntamento via social per un rave non autorizzato di fine anno – sono cominciate le procedure di identificazione per gli atti consequenziali.

Rave, la Lamorgese deve correre ai ripari. Ancora…

Ovvero, quando prefettura e forze dell’ordine sono entrati nel merito delle verifiche delle condizioni per procedere a denunce e sanzioni. Già, perché i partecipanti al rave party sull’Alpe di Poti, sono arrivati con casse e attrezzature per fare musica intorno alle 21 del 31 dicembre. E si sono “sistemati” in un terreno tra un vecchio albergo abbandonato e i ruderi di un casolare. Un presidio iniziato nel tardo pomeriggio del 31 dicembre. Entrato nel vivo in serata, con un massiccio afflusso di nuovi partecipanti. E andato avanti tutta la notte quando, c’è da scommetterci, partecipanti e organizzatori si saranno decisi a smantellare e a cedere alle pressioni degli agenti. Magari salutandosi con il darsi appuntamento al prossimo… raduno.

 

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