Sulla Rowling nuova censura del pensiero unico: sparisce il nome dal film ispirato a Harry Potter

martedì 21 Dicembre 11:47 - di Francesco Severini
Rowling

Ennesima censura ai danni di Joanne K. Rowling, autrice della saga di Harry Potter. Si tratta, commenta La Verità, di una “prolungata esecuzione pubblica ad opera della Cupola politically correct”.

L’ultimo atto di questa operazione che va avanti ormai da lungo tempo perché Rowling ha osato parlare del sesso biologico come dato insopprimibile è di questi giorni. E’ infatti uscito il trailer di Animali fantastici- I segreti di Silente, terzo capitolo di una saga che costituisce una sorta di spin-off di Harry Potter. Ma il nome della Rowling è magicamente scomparso… “La reproba – scrive ancora La Verità – sparisce anche dai ringraziamenti finali come sceneggiatrice e produttrice, dove era ovviamente sempre apparsa, non fosse altro per la ragione lievemente dirimente che in assenza della sua creatività non sarebbe esistita alcuna saga miliardaria”.

Da quando le è stata appiccicata l’etichetta di “transfobica” la Rowling, per sua stessa ammissione, potrebbe tappezzare casa con le minacce di morte ricevute. Da ultimo tre attivisti trans si sono fotografati davanti alla villa dove abita la scrittrice col marito e il figlio facendo in modo che fosse ben visibile l’indirizzo. Un’intimidazione che l’interessata non ha mancato di denunciare.

Non ha torto dunque lo studioso Eric Marty, docente di letteratura contemporanea all’Università di Parigi quando sostiene che l’identità di genere, che prescinde dal sesso biologico, finirà con l’uccidere lo specifico femminile. Nel suo ultimo libro, “Il sesso dei moderni, spiega che la teoria gender impone nuovi modelli e un linguaggio neutro senza generi maschile e femminile, punta alla sensibilità gender fluid (persona che non ha appartenenze sessuali), rivoluziona il nostro modo di pensare e impone una morale fondata su regole rigide.

Cioè mira a punire per legge chi non si uniforma al pensiero gender che si vorrebbe imporre dalle scuole elementari fino alle università. Si tratta – afferma Marty – di un messaggio apparentemente di emancipazione ma che alla lunga minaccia la donna. Perché? Perché le toglie il potere di dire l’ultima parola sulla sfera del femminile. Solo poche femministe se ne sono accorte, tra queste c’è anche J,K.Rowling, che paga questa sua sensibilità con una gogna che avrà fine solo se la scrittrice si piegherà alla woke supremacy, cioè alla dittatura del pensiero unico.

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