Convocato l'ambasciatore
Attivisti offesi e ammanettati, Netanyahu sconfessa il falco Ben-Gvir: non ci rappresenta. L’Italia andrà fino in fondo
Incidente diplomatico rientrato? Non proprio. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu interviene in calcio d’angolo per neutralizzare lo sprezzante fuor d’opera del ministro falco Ben-Gvir che ha provocato lo sdegno internazionale. A partire dall’Italia. Pomo della discordia il video, pubblicato sui social dallo stesso Gvir, che lo ritrae sbeffeggiare gli attivisti della Flotilla arrestati e sbarcati al porto di Ashdod. “Benvenuti in Israele, qui i padroni siamo noi”. Davanti agli attivisti (alcuni dei quali italiani) ammanettati e costretti a inginocchiarsi sulle note dell’inno di Israele, il ministro si è fatto largo ridacchiando e incitando ai maltrattamenti in favore di telecamere. Nelle immagini si vedono agenti israeliani zittire e buttare a terra un’attivista che gridava “Free Palestine”, mentre Ben Gvir commenta soddisfatto “Ottimo lavoro”.
Video di Ben-Gvir, Netanyahu lo sconfessa: non ci rappresenti
Immagini diventate virali alle quali la premier Giorgia Meloni, insieme al ministro Antonio Tajani, ha replicato con durezza convocando l’ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled, e chiedendo le scuse di Tel Aviv. Più tardi anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella commenta il video parlando di “trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele”. Iniziativa seguita qualche ora dopo dalla Francia. Una reazione, quella di Meloni, che ha messo a tacere le opposizioni in cerca di processi al governo e alla presunta sudditanza a Israele (e a Trump naturalmente). Nel giro di poche ore arriva la presa di posizione del premier israeliano Netanyahu e, prima ancora, del ministro degli Esteri, Gideon Sa’ar. Una condanna totale della “vergognosa performance” di Ben-Gvir prima ancora dell’arrivo alla Farnesina dell’ambasciatore.
Il ministro Sa’ar all’attacco del collega: hai gettato alle ortiche i nostri sforzi
“Hai consapevolmente arrecato danno al Paese, e non è la prima volta“, dice Sa’ar all’indirizzo del collega. “Hai gettato alle ortiche gli enormi sforzi, professionali e di successo, compiuti da moltissime persone, dai soldati dell’Idf ai dipendenti del Ministero degli Esteri e molti altri. No, tu non rappresenti Israele”. Anche Netanyahu lo sconfessa. “Israele ha tutto il diritto di impedire alle Flotille provocatorie guidate da sostenitori dell’organizzazione terroristica Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza. Tuttavia – scrive su X il primo ministro – il modo in cui il ministro Ben-Gvir ha trattato gli attivisti della Flotilla non è in linea con i valori e le norme dello Stato di Israele”. Non è tardata ad arrivare la replica del falco. “C’è chi nel governo ancora non ha capito come ci si deve comportare con i sostenitori del terrorismo. Chi arriva nel nostro territorio per sostenere il terrorismo e identificarsi con Hamas prenderà una sberla e non gli porgeremo l’altra guancia”.
Anche Francia, Spagna e Turchia condannano il filmato
Dopo l’Italia anche la Spagna e la Turchia scendono pesantemente in campo. “Mostruoso” e “indegno”. Così il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha definito il video di Ben-Gvir. “Questo trattamento è mostruoso, vergognoso, disumano”, ha detto confermando la convocazione dell’incaricato d’affari israeliano a Madrid, Dana Erlich, per “trasmetterle tutta la nostra ripugnanza”. Una nota del ministero degli Esteri turco in una nota ha definito il filmato del ministro israeliano la dimostrazione al mondo della “mentalità violenta e barbarica del governo Netanyahu”.
Domani le visite dei diplomatici agli attivisti della Flotilla
Gli attivisti della Flotilla saranno trasferiti questa sera (mercoledì) alla prigione di Ktziot nel deserto del Negev. Lì giovedì mattina inizieranno le visite dei rappresentanti consolari dei vari Paesi di provenienza. Le autorità israeliane intendono espellere nell’immediato chiunque accetti l’espulsione volontaria, mentre per chi non firma verrà applicata la procedura di espulsione coatta nel giro di 24 ore. “Adesso vedremo quale iniziative adottare per dare una risposta, facciamo concludere la vicenda e poi vedremo con il governo quali decisioni adottare. Quello che è accaduto è inaccettabile, ci sono diverse opzioni”, fa sapere Tajani. Le opposizioni, come da rituale, scalpitano. “Noi vorremmo vedere un paese e un continente che alzano la testa, che sanzionano Israele e interrompono ogni accordo commerciale con il governo più criminale che oggi c’è al mondo”.
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