Terza dose di vaccino: da dicembre si inizia con tutti gli over 40 ma solo con Pfizer e Moderna

giovedì 11 Novembre 8:17 - di Carlo Marini
booster

Parte ufficialmente la campagna vaccinale per la la terza dose a tutti gli over 40. Tra tre settimane, precisamente dal primo dicembre, il booster del vaccino anti covid – con Pfizer o Moderna – spetta anche ai cittadini italiani della fascia 40-60 anni, come annuncia il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Unico requisito: devono essere passati 6 mesi dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, anche quello eseguito con AstraZeneca o con un mix eterologo tra AstraZeneca e un vaccino a mRna. La scorsa settimana sono state definite le modalità per il richiamo da destinare a chi è stato vaccinato con il monodose Johnson & Johnson: anche in questo caso, come per la dose booster per gli over 40, vaccino mRna a 6 mesi dalla prima somministrazione.

Il governo intende, in questo modo, alzare ulteriormente il muro contro i contagi. Tra 20 giorni via alla somministrazione del richiamo ad una nuova, ampia fascia di popolazione e si allarga la platea attualmente costituita da over 60, fragili, immunodepressi, ospiti delle Rsa, sanitari.

Il vaccino può essere fatto dopo almeno 6 mesi dalla seconda dose

Per quanto riguarda i soggetti che sono stati vaccinati con il vaccino Johnson & Johnson, monodose, via libera della Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) alla dose di richiamo per chi ha ricevuto il vaccino monodose anti-Covid. La Cts, esprimendosi su richiesta del ministero della Salute, ha ritenuto che “per i soggetti vaccinati con Covid-19 Janssen sia opportuna la somministrazione di una dose booster eterologa con vaccino a mRna (nei dosaggi autorizzati per la dose booster) a partire da 6 mesi dalla prima dose”.

Il booster (la terza dose) già ricevuto da 2,5 milioni di italiani

In Italia, il booster sinora è stato ricevuto da circa 2,5 milioni di italiani. Secondo i dati forniti da Speranza, “siamo all’86,6% delle persone che hanno avuto la prima dose e all’83,6% di persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Dobbiamo insistere ogni singolo vaccino in più ci permette di avere un scudo in più”, dice il ministro che durante la cabina di regia con il premier Mario Draghi, ha posto la questione della terza dose di vaccino anti-Covid obbligatoria per il personale sanitario e chi lavora nella Rsa. L’obbligo è già previsto per le prime due dosi e sul tavolo c’è la valutazione di estendere l’obbligo anche alla terza. Per ora è una direzione di marcia, si spiega, ma senza alcuna precipitazione immediata.

La macchina ha circa 3 settimane per entrare a regime. Alcune regioni rispondono in maniera esplicita all’annuncio del ministro. “Bene le nuove fasce di età e l’estensione” ipotizzata “dell’obbligo della terza dose per i sanitari. Il Lazio è pronto”, dice l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato.

In Lombardia, da ieri il booster viene già somministrato anche in 365 farmacie: sono presidi convenzionati che hanno confermato la propria disponibilità e ricevuto l’abilitazione al termine del ciclo formativo. Da oggi, nella regione, tutti i cittadini vaccinati da almeno 6 mesi con un’unica dose di vaccino Johnson & Johnson possono accedere al richiamo con un vaccino mRna.

Il Piemonte è pronto a partire con un piano già delineato. Riceveranno l’sms di convocazione coloro che hanno maturato i 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale. Intanto, in queste ore è arrivato il via libera dalla struttura del commissario alla somministrazione delle terze dosi anche nelle strutture socio residenziali per minori, disabili, malati psichiatrici e tossicodipendenti. La richiesta era stata avanzata proprio dalla Regione Piemonte, lunedì, durante la visita a Torino del generale Figliuolo presso l’Unità di crisi del Piemonte.

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