Passa la linea del governo
Morti in piscina, il Parlamento approva la norma sulla sicurezza: giro di vite su bocchettoni, griglie e cuffiefi
Previsto anche un finanziamento ai comuni per gli impianti pubblici. Trecento morti in acqua ogni anno in Italia
Via libera unanime, da parte dell’Aula della Camera, con 244 sì e nessun voto contrario, a un articolo aggiuntivo al decreto Sport, presentato dalla commissione Cultura di Montecitorio, con il parere favorevole del governo, sulla sicurezza delle piscine, in particolare sui bocchettoni, alla luce dei recenti fatti di cronaca. “Nelle piscine pubbliche o private destinate ad una utenza pubblica- si legge nel testo- ivi comprese quelle ad uso collettivo, il sistema di ricircolo per la depurazione e, in particolare, le prese di aspirazione delle acque quali griglie di fondo, bocchettoni o ogni altro materiale allo scopo utilizzato, deve garantire la sicurezza atta ad impedire fenomeni vorticosi di aspirazione ad effetto ventosa nei confronti di ogni parte del corpo dei bagnanti”. Dall’inizio dell’estate 2026 si sono susseguiti numerosi incidenti mortali nelle piscine italiane. L’ultimo bilancio della SIMA parla di 76 vittime registrate dal 2022, ma non esiste ancora un conteggio ufficiale limitato alla sola stagione estiva.
In caso di violazione di quanto previsto è disposta la chiusura immediata dell’impianto fino all’adempimento degli obblighi previsti. Restano fermi gli ulteriori obblighi e le responsabilità previste dalla normativa vigente in materia di sicurezza, gestione e manutenzione delle piscine e degli impianti natatori. Quanto alle “spese sostenute per l’adeguamento delle piscine pubbliche è istituito, nello stato di previsione del ministero dell’Economia e delle Finanze per il trasferimento al bilancio autonomo della presidenza del Consiglio dei ministri, un fondo con una dotazione di 4.725.000 euro per l’anno 2026″.
Obbligatoria la cuffia fino a sedici anni
L’emendamento introduce anche l’obbligo della cuffia da nuoto per i minori di 16 anni nelle piscine interessate dalla nuova disciplina. La cuffia non sostituisce la sicurezza dell’impianto e non può trasformare un bocchettone pericoloso in uno conforme. Serve però a ridurre il rischio che i capelli lunghi vengano aspirati, agganciati da viti o avvolti attorno alle componenti della presa.
La soddisfazione di Musumeci
“Quello appena votato dalla Camera è un emendamento bipartisan della Commissione Sport che si occupa esclusivamente dei bocchettoni, dei filtri, delle piscine, che sono una delle cause più ricorrenti degli incidenti. Un primo passo concreto verso la regolamentazione di tutto il settore che è sempre più in crescita”. Così il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci commentando a Tgcom24. “Ieri – ha aggiunto – abbiamo dato il consenso del governo e abbiamo anche consentito una risorsa finanziaria per gli enti locali per fare fronte alle spese di adeguamento di circa tremila piscine appartenenti alle autorità municipali”.
300 morti l’anno in Italia per annegamento, ma la gran parte avviene in mare
In Italia ogni anno più di 300 persone perdono la vita per annegamento. È il dato che emerge dalla relazione annuale dell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e degli incidenti in acque di balneazione, diffusa dall’Istituto superiore di sanità (Iss). Secondo il rapporto, nel biennio 2024-2025 si sono registrati oltre 600 annegamenti, con una media superiore ai 300 decessi l’anno. Le vittime sono prevalentemente uomini, che rappresentano oltre l’80% dei casi. Circa il 30% riguarda persone con più di 65 anni, mentre quasi un quarto interessa bambini e giovani fino a 24 anni. La maggior parte degli annegamenti avviene in mare, con 281 casi nel biennio, soprattutto sulle spiagge libere, e nelle acque interne, dove se ne contano 277.