Cicciolina compie 70 anni: i mille volti, le mille vite della pornostar dal cinema hard alla politica

lunedì 22 Novembre 14:36 - di Redazione
Cicciolina

Cicciolina compie 70 anni. La donna dai mille volti, dalle tante rinascite e anche la dai debutti da record: a lei è ascrivibile il primo nudo integrale in un locale italiano. È la prima pornodiva a entrare in Parlamento. Insomma, settanta anni intensamente vissuti, quelli di Cicciolina, pseudonimo di Ilona Staller, a sua volta nome d’arte di Elena Anna Staller, che venerdì spegnerà le 70 candeline, essendo nata il 26 novembre del 1951 a Budapest. Due nazionalità, ungherese per nascita e italiana per adozione e per matrimonio. E tante vite dall’infanzia alla serena “vecchiaia”, anche se il pensiero comune fatica a vederla come una anziana donna… Una vita particolare, la sua, sin dall’inizio. Quando il padre abbandona la famiglia e lei vive con la madre ostetrica e il patrigno. Un’adolescenza avviata nel segno dell’arte: dedita agli studi musicali di violino e pianoforte. E poi di danza classica e moderna. Infine sfociata a soli 13 anni nel mondo delle copertine, come modella in una agenzia fotografica.

Cicciolina compie 70 anni

Ma poi, la vita chiama a ben altri impegni: va a fare la cameriera in un hotel, dove “collabora” anche in qualità di spia nei confronti di facoltosi uomini d’affari americani. Finché incontra un cliente calabrese: lo segue in Italia e lo sposa. Vita, immagine pubblica e ruolo professionale nel Belpaese cambiano quando Cicciolina conosce Riccardo Schicchi. Un incontro che cambia la sua vita e con cui comincia una sua “seconda vita” a fianco del suo manager. Che la lancia in un programma radiofonico notturno conquistandosi il nomignolo di Cicciolina, visto che “cicciolini” e “ciccioline” erano i vezzeggiativi con i quali la diva esordiente si rivolgeva ai radioascoltatori durante le loro conversazioni telefoniche a sfondo erotico.

Cicciolina, mille volti, mille vite: dal porno alla politica

A questo punto, il passo da Cicciolina a Ilona Staller è breve. E la partecipazione a diversi film “anima e corpo”, soprattutto quest’ultimo, girati tra il 1975 e il 1976, lo stigmatizza. Titoli come La liceale e La supplente segnano le prime tappe del percorso. Il che non esclude che Ilona-Cicciolina reciti anche in pellicole d’autore. Per esempio, diretta da Alberto Lattuada in Cuore di cane e da Miklos Jancsò per Vizi privati pubbliche virtù. Sempre datato 1976, però, è anche il primo nudo integrale in un locale italiano, che la vede ovviamente protagonista. Mentre l’approdo in tv è di qualche anno dopo: nel 1980 con C’era due volte per la regia di Enzo Trapani in seconda serata su Rai2, dove si esibisce in compagnia di un pitone, peraltro di sua proprietà.

L’incontro con Riccardo Schicchi e Marco Pannella

Poi, arriva il tempo dei film pornografici. Una lunga fase che parte nel 1983 e si affianca alla parallela fondazione con Riccardo Schicchi dell’agenzia Diva Futura, che scoprirà – in tutti i sensi… – donne come Moana Pozzi, Ramba, Barbarella. Soltanto due anni dopo, Cicciolina entra in politica. E lo fa dalla porta principale: prima aderisce al Partito Radicale e alle sue battaglie antinucleari. Poi nel 1987 si presenta e viene eletta in Parlamento, a furor di popolo, visto che conquista il secondo posto per voti di preferenza nella sua lista elettorale, dopo il leader storico Marco Pannella. Lanciata e incoraggiata dai riscontri, nel 1992 Cicciolina tenta il bis fondando un suo movimento: il Partito dell’Amore assieme a Moana Pozzi. L’iniziativa non avrà successo, naufragando sul nascere.

Cicciolina: il matrimonio naufragato e il figlio conteso

L’affermazione, invece, arriva per sua fortuna nelle aule dei tribunali. Nel 1991 sposa infatti lo scultore d’avanguardia statunitense Jeff Koons, ma il matrimonio naufraga dopo poco più di un paio d’anni. Lei si trasferisce negli Usa e ingaggia una battaglia legale per ottenere l’affidamento di suo figlio Ludwig. Il tribunale italiano le dà ragione, pur condannandola a 8 mesi di reclusione per aver rapito il figlio negli Stati Uniti e averlo portato in Italia. E viene assolta nel processo internazionale intitolato proprio “Ilona Staller“. Insomma: una vita bastevolmente avventurosa, per aspirare ora a una serena “vecchiaia”...

 

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