L’infettivologo Andreoni: «Quarantena per chi entra in Italia dal Regno Unito, occorre cautela»

giovedì 21 Ottobre 16:31 - di Fortunata Cerri
L'infettivologo Andreaoni

L’infettivologo Massimo Andreoni lancia l’allarme. «Quello che sta accadendo nel Regno Unito è la dimostrazione che le scelte dell’Italia nel controllo della pandemia» di Covid-19 «sono state corrette. Mentre quelle inglesi sono state scellerate. Lasciar circolare un virus come sta accadendo nel Regno Unito, oltre a far impennare i casi, determina la comparsa di nuovi sottotipi di varianti virali. Come quella che stiamo vedendo ora, la nuova mutazione di Delta, su cui ancora non abbiamo certezze dei rischi di maggior trasmissibilità». Andreoni, primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), ne parla con l’Adnkronos Salute. A questo punto chiede «di intervenire con misure come la quarantena per chi arriva o rientra dal Regno Unito».

L’infettivologo Andreoni sulla nuova variante Delta

«Gli inglesi hanno fatto una scelta: riaprire tutto – rimarca l’esperto – Scelta motivata dal fatto che le ospedalizzazioni e i decessi sono comunque inferiori alle ondate precedenti. Ma la storia della pandemia ci ha insegnato che non si può attendere con le mani in mano mentre aumentano i pazienti gravi altrimenti è troppo tardi poi. E ora sta accendo proprio questo. Da loro la nuova variante Delta è già al 6-10%, se dovesse diventare preminente vuol dire che ha una maggior trasmissibilità rispetto alla Delta e questo è un bel problema».

Su cosa fare in Italia, alla luce della situazione nel Regno Unito, Andreoni è chiaro: «Continuare con un atteggiamento di cautela, osservare ancora le misure di prevenzione e procedere con la scelta dei piccoli passi nelle riaperture».

L’Ema: «Al via la revisione sulla pillola Merck»

E intanto, l’Agenzia europea del farmaco Ema dovrebbe cominciare «la prossima settimana» la valutazione del farmaco antivirale orale molnupiravir sviluppato dall’americana Merck, che ha mostrato di ridurre di circa il 50% il rischio di ricovero e morte nei pazienti con Covid in forma lieve o moderata. «L’Ema – ha spiegato in conferenza stampa Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici per Covid-19 dell’ente regolatorio Ue – ha dialogato costantemente con lo sviluppatore» del prodotto, descritto dagli esperti come la speranza di un primo trattamento domiciliare anti Sars-CoV-2. «Ci aspettiamo l’inizio della» procedura di revisione continua «rolling review la prossima settimana», ha annunciato Cavaleri.

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