Una marea nera avanza verso l’India, in corso un disastro ambientale senza precedenti (video)

giovedì 3 Giugno 16:24 - di Robert Perdicchi

Una marea nera avanza verso l’India, minacciosa, carica di veleni. Dietro l’angolo, un disastro ambientale di proporzioni spaventose, dopo il naufragio di una nave mercantile che trasportava tonnellate di sostanze chimiche è naufragata al largo della costa orientale dello Sri Lanka dopo un incendio a bordo. Il governo di Colombo ha deciso di vietare la pesca a 50 miglia dalla costa per quello che è stato definito uno dei peggiori disastri marini e ambientali della zona. Sono 5.600 i pescherecci e centinaia i soldati impegnati a ripulire la costa mentre l’onda nera avanza verso le coste indiane, da cui era partito il cargo. Per l’India, non solo la minaccia del Covid, ma anche quella dei veleni.

Il naufragio della MV X-Press Pearl e la minaccia all’India

Ad affondare è stata la MV X-Press Pearl, mercantile immatricolato a Singapore, che trasportava 1.486 container tra cui 25 tonnellate di acido nitrico insieme ad altri prodotti chimici e cosmetici. A bordo del cargo c’erano 28 container di materiali per la produzione di plastica, 25 tonnellate di acido nitrico e idrossido di sodio, oltre ad altre sostanze chimiche. Enorme anche il carico di carburante, 300 tonnellate circa. Proprio quest’ultimo, insieme ai materiali plastici, aveva iniziato a invadere le acque e le spiagge nella zona dell’incendio – il porto di Kepungoda, a circa 20 chilometri a nord di Colombo, capitale dello Sri Lanka. Le autorità e le squadre di soccorso erano riuscite a domare le fiamme solo dopo alcuni giorni di tentativi e avevano tentato di trainare il relitto al largo, lontano dalle coste, per limitare i danni ambientali. Il tentativo, tuttavia, non ha avuto buon esito. La nave ora è affondata e con essa il suo carico altamente pericoloso.

Charitha Pattiaratchi, professore di oceanografia alla University of Western Australia, ha spiegato che ben 3 miliardi di minuscole palline di plastica sono già state rilasciate e che queste palline conosciute come ‘nurdles’, “persisteranno per sempre nell’ambiente marino perché non sono biodegradabili”.

 

 

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