I 5S sempre più nel caos, report interno fa le pulci al bilancio: «Premi a pioggia senza obiettivi»

venerdì 23 Aprile 11:53 - di Fortunata Cerri
5S

Un’altra tegola si abbatte sui 5S. Non bastava la rottura con Rousseau, ora scoppiano i malumori per il bilancio della Camera. Il rendiconto 2020 del gruppo a Montecitorio è stato chiuso con un avanzo di un milione 467mila euro. In calo rispetto ai 2,7 milioni del 2019. Per l’anno prossimo, secondo quanto apprende l’Adnkronos, è previsto un disavanzo di 207mila euro. Sempre nel 2021 – si legge nel conto economico previsionale – viene stimato un costo del personale dipendente di 6 milioni 685mila euro. E “consulenze di alta professionalità” per 220mila euro.

5S, due milioni e mezzo per il personale della comunicazione

Nel dettaglio, c’è un calo delle entrate per 517mila euro, alla luce della fuoriuscita di numerosi parlamentari. Aumento dei costi del personale per più di 700mila euro annui, che porta il monte spese complessivo a 4,8 milioni di euro. Di cui quasi 2,5 milioni per il personale della comunicazione. Aumento delle collaborazioni (Co.Co.Co.) fino all’importo di 1,6 milioni di euro. Residui attivi per circa 7,2 milioni di euro. Questo, apprende l’Adnkronos, è quanto emerge dall’ultimo bilancio (quello relativo all’anno 2020) del gruppo M5S alla Camera che oggi i deputati grillini sono chiamati ad approvare.

Il bilancio dei 5S sotto la lente d’ingrandimento

Numeri finiti sotto la lente di ingrandimento del deputato commercialista Stefano Buffagni, ex viceministro dello Sviluppo economico, autore di un report interno dove vengono mossi alcuni rilievi finalizzati a una gestione “più efficiente” delle risorse che ogni anno la Camera assegna al gruppo pentastellato. Spulciando il bilancio firmato dal tesoriere Francesco Silvestri, Buffagni (coadiuvato dai colleghi Giovanni Currò e Riccardo Olgiati) evidenzia come nell’ultimo anno siano stati «pagati premi ai dipendenti per 153.610mila euro senza obiettivi chiari e criteri oggettivi di assegnazione». Ma con “distribuzione a pioggia” che, secondo il parlamentare lombardo, «fa perdere efficacia allo strumento del premio e diventa un mero aumento di stipendio».

«Premi non legati alla produttività

Inoltre, rileva Buffagni, «alle posizioni che hanno uno stipendio equiparabile ai livelli dirigenziali Cnl sono stati assegnati plurimi premi non legati a produttività o risultati ottenuti, né tantomeno a obiettivi gestionali».

Questo «metodo oggettivamente non incentivante», rimarca l’ex sottosegretario al Mise, «ha fatto sì che non ci fosse una responsabilizzazione nella gestione e coordinamento del personale». Portando ad esempio «all’accantonamento di un importo di più di 260mila euro per ferie non godute durante l’anno di smart working».

«Per indagini e approfondimenti utili alle nostre attività sono stati usati meno di 50mila euro». Scrive ancora Buffagni, che alla luce dei dati riportati avanza alcune proposte «per poter gestire meglio ed in maniera più efficiente le nostre risorse. In vista anche della fine legislatura e della parte più delicata di essa». Ovvero la campagna elettorale.

«Limitare l’aumento di nuovi costi fissi»

Il commercialista milanese, si legge nel rapporto visionato dall’Adnkronos, propone un «budget per le annualità 2021-22» in cui vengano contemplate anche le potenziali fuoriuscite. E suggerisce di «limitare al minimo l’aumento di nuovi costi fissi optando per scelte flessibili», con l’ausilio di servizi esterni se necessario».

«Ipotizzare un fondo per le consulenze»

Sempre secondo Buffagni è necessario «prevedere nell’arco del prossimo biennio almeno un importo di 500/600mila euro per indagini demoscopiche ed analisi. Ed un importo analogo se non maggiore (2 milioni?) per campagne di comunicazione mirate e specifiche»; «ipotizzare un adeguato fondo per consulenze». Con l’obiettivo di «raccogliere contributi utili a sviluppare le nostre proposte politiche, in particolare quelle legate alla transizione ecologica»; «legare i premi dei dipendenti a degli obiettivi chiari e definiti con criteri di assegnazione oggettivi».

5S, malumori ai rilievi di Buffagni

I rilievi di Buffagni saranno accolti dai vertici del direttivo grillino? Per ora restano i malumori con cui una discreta fetta di deputati grillini ha accolto la presentazione del bilancio. Tant’è vero che diversi eletti avrebbero minacciato di far mancare il loro voto per l’approvazione finale. Ad ogni modo il 2021 appare meno roseo per i conti del gruppo 5 Stelle alla Camera. Il conto economico previsionale riporta infatti -207mila euro alla voce «disavanzo dell’esercizio».

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