M5S nella bufera, Rousseau invia una mail ai morosi. E loro rispondono picche: “Non paghiamo”

mercoledì 14 Aprile 21:09 - di Milena Desantis
M5S

M5S e Rousseau sembrano avviarsi verso una separazione certa. In contemporanea l’Associazione di Casaleggio scrive ai singoli parlamentari “morosi” chiedendo il saldo delle quote arretrate. È guerra aperta. La mail è arrivata martedì agli eletti pentastellati che risultano indietro con i versamenti. Ma a riceverla sono stati anche deputati e senatori che hanno abbandonato il Movimento o che sono stati espulsi. E molti di loro non nascondono la scarsa voglia di mettere mano al portafogli per “onorare” il debito.

M5S, la mail ai morosi

“Ciao, ci risulta che non hai ancora versato il contributo per il mantenimento delle piattaforme tecnologiche che supportano l’attività dei gruppi e dei singoli parlamentari. Ti preghiamo di effettuare il relativo versamento il prima possibile”, si legge nella mail, dove viene quantificato l’importo da corrispondere (in alcuni casi la cifra supera i 3mila euro). “Rousseau non è aggiornato sulla situazione politica. Non la pagavo prima, convinto della sua inutilità, figuriamoci adesso”, commenta con l’Adnkronos il senatore Emanuele Dessì, ex M5S. “Casaleggio – dice un altro ex, il pentastellato Giorgio Trizzino – deve aggiornare al più presto gli elenchi degli iscritti a Rousseau. Avrà l’amara sorpresa di non trovare più molti di coloro su cui il Movimento aveva puntato per il proprio rilancio. Una occasione persa che mi auguro serva come lezione per il futuro».

M5S, coro di no

“Ho provato anche io il ‘brivido del moroso'”, scherza il senatore Sergio Vaccaro, che aggiunge: “Pur essendo in ritardo di soli due giorni anche a me è arrivata la mail. Ho provveduto subito a onorare l’impegno nei confronti del nostro fornitore di servizi…”. “Siamo in una fase di riassetto – osserva la deputata Francesca Troiano, tra i destinatari della mail – quindi attendo che ci sia la riorganizzazione targata Giuseppe Conte. Quanto mi ha chiesto Rousseau? Credo sia opportuno che le problematiche interne vengano risolte all’interno”.

«Ci sono proprio le condizioni»

Secondo Alvise Maniero, deputato espulso per aver negato la fiducia al governo Draghi e ora membro della componente ‘L’Alternativa c’è’, “non ci sono proprio le condizioni” per soddisfare le richieste dell’Associazione presieduta da Davide Casaleggio: “Premetto che ho pagato Rousseau fino alla fine, rispettando ogni nostra regola ed impegno preso, anche quando sapevo che stavo per essere espulso dal M5S. E che continuo a donare parte del mio stipendio restituendolo ai cittadini, ci mancherebbe”.

“Ma adesso – spiega Maniero all’Adnkronos – mi viene chiesto di pagare una piattaforma, dai molti meriti, che certamente rispetto e tramite la quale gli iscritti del mio territorio mi hanno potuto selezionarmi come candidato da proporre per la Camera. Ma che non posso usare in quanto espulso dal gruppo parlamentare e persino sospeso dal M5S”.

Una piattaforma, rimarca Maniero, “che, peraltro, per suo statuto ha come fini sociali anche quello di promuovere le attività del M5S e coprire i costi legali delle cause che il M5S sta portando avanti contro i miei colleghi che hanno fatto ricorso contro l’espulsione. Pagare un servizio che non posso usare e che per statuto è tenuto a lavorare anche contro i miei colleghi, no, purtroppo non posso farlo”.

L’ultimatum sul blog di Rousseau

La deadline fissata da Rousseau è il 22 aprile. “Qualora i rapporti pendenti non verranno definiti entro questa data, saremo costretti a immaginare per Rousseau un percorso diverso, lontano da chi non rispetta gli accordi e vicino, invece, a chi vuole creare un impatto positivo sul mondo”, l’ultimatum postato qualche giorno fa sul Blog dall’Associazione.

Le pretese economiche avanzate dalla piattaforma sono state definite “infondate” dal reggente pentastellato Vito Crimi in una delle ultime riunioni con i parlamentari.  “La cifra di oltre 400mila euro” reclamata da Rousseau “include al suo interno, e ne è la parte preponderante arrivando a quasi 270mila euro, le quote non versate da parte di coloro che sono fuoriusciti dal Movimento a qualunque titolo. In alcuni casi proprio perché sanzionati per il mancato versamento di quanto ci si era impegnati a versare”, ha detto il capo politico pro tempore. Illustrando le nuove linee guida per le restituzioni che a partire da aprile non contempleranno più la famigerata quota di 300 euro al mese da versare a Rousseau.

Tuttavia Crimi ha invitato deputati e senatori a mettersi in regola con Casaleggio. “Alla luce del nuovo corso mi aspetto che tutti regolarizzino al 31 marzo la loro situazione in modo da non lasciare strascichi”.

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