Conti correnti sempre più bersagliati: le banche si scatenano. Attenti alla nuova tassa nascosta

mercoledì 21 Aprile 13:19 - di Giorgia Castelli
conti correnti

Non c’è pace per i conti correnti. I balzelli e le tasse aumentano sempre di più e il conto corrente a zero spese oramai è quasi sparito. Le decisioni della Banca centrale europea penalizzano infatti pesantemente i risparmiatori. I tassi di interesse sono stati abbassati per facilitare la crescita e quindi consentire più presti e la circolazione di denaro. Che cosa succede? In sostanza, le banche depositano la liquidità in eccesso presso l’istituto di Francoforte al tasso di -0,50%. Quindi ci perdono. Ed ecco come le banche recuperano le somme perdute attaccando i conti correnti.

Conti correnti, ecco le spese che lievitano

Come riporta il Giornale, secondo un’indagine di Bankitalia del 2020, il costo annuo per un conto è aumentato mediamente di 88,5 euro rispetto al 2019. Ad aumentare sono state le spese fisse: gli assegni, i prelievi bancomat, i bonifici e i canoni annui. Poco meno di un terzo è relativo alle spese variabili. La situazione potrebbe anche peggiorare dal prossimo anno, quando entrerà in vigore la norma che impedisce i pagamenti in contanti oltre i 999,99 euro.

Previsioni nere sui conti correnti

I prelievi, come osserva il Giornale,  allo sportello o al bancomat aumenteranno inevitabilmente e di conseguenza anche le spese sui conti correnti. Ciò vale anche per chi quotidianamente non usa i contanti. Le commissioni su bonifici e assegni producono, infatti, gli stessi risultati. Non solo, ad allungare la lista ci sono i bollettini per il pagamento di Tari, bollo auto e altre tasse. Le commissioni allo sportello, come ricorda laleggepertutti.it, vanno da oltre 1,50 a 3,50 euro. Ecco perché le banche introdurranno una “nuova tassa” sui conti correnti per evitare perdite con la Banca centrale europea.

Arriva l’euro digitale

Nel frattempo sta per arrivare quest’anno l’euro digitale. Non è una criptovaluta:  i prezzi delle criptovalute sono volatili perché mancano di valore intrinseco e non esiste un’istituzione affidabile che le supporti. In questo caso invece l’euro digitale è una valuta come l’euro fisico e il suo valore è alla pari con il contante (1 euro è tale sia digitale che fisico).

Sarà garantito nel suo valore dalla Bce, tanto quanto lo sono gli euro “fisici”. La novità che lo distingue dagli euro correnti scambiati con i pagamenti digitali (bonifici bancari, bancomat, carte di credito) è la esautorazione degli istituti bancari che fungono normalmente da tramite con le famiglie e le imprese in tutti i casi di pagamenti digitali.

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