Floris soddisfatto
Gramellini fa il guitto a DiMartedì: “Ho capito perché si chiamano Fratelli d’Italia”. Un’ossessione che non passa
Non è una novità né c’è sta stupirsi: l’attacco stizzito di Massimo Gramellini a Fratelli d’Italia dallo studio amico di Giovanni Floris è solo la conferma di un’acredine ideologica che viene da lontano. Quello che colpisce e rasenta l’ossessione maniacale per il primo partito italiano. E la pervicacia della mission dell’editorialista del Corriere della Sera: spargere fango, delegittimare, mostrificare, un costume alimentato da quel senso di superiorità morale della sinistra. Che, per dirla con Luca Ricolfi, la rende antipatica e perdente.
Gramellini scatenato a DiMartedì, ossessionato da Fratelli d’Italia
A DiMartedì si parla, neanche a dirlo, del caso Giuli. Che – arriva l’assist del ‘bravo conduttore’ – “si inscrive in una storia di liti e licenziamenti. Che succede?”. Gramellini non si fa pregare per sfoggiare la sua colta lettura, da fine analista. “Il ministero della Cultura era la loro Bastiglia, ora che l’hanno presasi scannano tra di loro per decidere chi comanda. Questo partito, che andato al potere con il voto di tantissimi italiani, è gestito da un gruppo di persone che appartiene a un mondo molto ristretto. Una comunità piccola che viene dallo stesso partito, dalla stessa città che è Roma, spesso dalla stessa sezione”. Meccanismo, insiste il giornalista con il piglio del sociologo, tipico degli ambienti chiusi applausi. E giù con il racconto stereotipato di un partito dirigista, bla bla, di una premier sola al comando, bla bla, di una gestione miope e provinciale del partito. Il giornalista di provata fede progressista ci sguazza dentro, col sorriso sornione in cerca degli applausi dello studio.
Il solito bla bla contro il partito chiuso e familista
Convinto? Non lo sappiamo ma l’impegno è tanto. E degno di miglior causa. La presidente del Consiglio, per la cronaca saldamente in testa nelle preferenze degli italiani, è dipinta come una madre che cerca di tenere a bada i figli litigiosi. ” Hanno un giro, un reticolato di parentele e amicizie che ho capito perché si chiamano Fratelli d’Italia, è un nome coerente”, dice convinto di aver fatto centro. Floris ride come si trattasse della battuta del secolo e Gramellini sorride compiaciuto. Ma non basta. Se la prende persino con la foto pubblicata sui social dalla premier con la piccola Ginevra di spalle per la festa della mamma. Non va bene neppure quella. “Questo dimostra la povertà e la mancanza di potere che hanno i nostri politici. Non potendo raccontarci di cose concrete che non riescono a fare, non possono fare, cercano di conquistarci con le emozioni. Queste, però, sono molto forti, ma durano molto poco, sono attimi. Già domani bisognerà inventarne una ancora più forte per attirare il pubblico”. Senza parole.
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