Attenti: la censura contro Kant e Aristotele è il nuovo comunismo. Lo dice lo storico Hanson

venerdì 23 Aprile 18:48 - di Vittoria Belmonte
cancel culture comunismo

Lei si chiama Bari Weiss e si è dimessa dal New York Times perché non era allineata al “pensiero unico“. Per le sue posizioni scomode era incappata nella gogna social su Twitter e ha preferito andarsene perché non era libera di scrivere ciò che voleva. Ora denuncia il fatto che alla Fieldstone School di New York si è arrivati a censurare Newton.

Newton censurato in una scuola di New York

“La fisica sembra diversa – ha scritto Bari Weiss sul City Journal –  ‘Non le chiamiamo più leggi di Newton’, mi informa un superiore della scuola. ‘Le chiamiamo tre leggi fondamentali della fisica’. Dicono che dobbiamo ‘decentrare la bianchezza’ e dobbiamo riconoscere che ‘in fisica c’è molto di più del semplice Newton’”. Dall’articolo sul City Journal emerge che  negli atenei americani grazie alla teoria critica della razza, supportata dalla Casa Bianca, l’antirazzismo sta diventando una prassi pedagogica tesa far sentire in colpa i bianchi e a demonizzare la cultura occidentale.

Il fisico Kaiser: il motivo? Era un uomo bianco

Anche Newton diventa dunque vittima della cancel culture. Giulio Meotti nella sua newsletter riporta il commento del fisico Eduard Kaiser sulla Neue Zürcher Zeitung, il più antico giornale di lingua tedesca. “Siamo tutti sulle spalle dei giganti. La fisica poggia sulle spalle di Newton, la biologia moderna sulle spalle di Darwin, la filosofia sulle spalle di Kant e così via. In una scuola privata americana, i corsi di fisica non parlano più delle ‘leggi di Newton’, ma delle ‘leggi fondamentali della fisica’. Motivo: Newton era un uomo bianco. E la scuola ritiene necessario ‘decentrare la visione del mondo dal punto di vista dei bianchi’”.

Anche Jane Austin nel mirino della cancel culture

Si punta a formare non solo in America una nuova élite progressista disancorata dalle memorie storiche e filosofiche della civiltà occidentale. A Londra si discute sul razzismo di Kant e sul sessismo di Aristotele, in Francia Voltaire riceve strali per il suo antisemitismo. E persino il museo dedicato a Jane Austin ha annunciato un’indagine approfondita sull’autrice di Orgoglio e pregiudizio perché suo padre era un colonialista. Per ogni autore c’è un rogo dietro l’angolo. Su ogni statua incombe la furia iconoclasta.

Lo storico Hanson: è una nuova forma di bolscevismo

E’ una nuova forma di giacobinismo e di bolscevismo. Lo sostiene lo storico americano Victor Davis Hanson, docente di Studi Classici all’Università della California. “È un momento giacobino, bolscevico o maoista” scrive Hanson. “Tutti gli aspetti della vita, ben oltre la politica, devono ora essere condizionati ideologicamente. Tutto, dall’asilo ai cartoni animati, dalla rieducazione sul posto di lavoro agli spot televisivi, dalle ammissioni al college alle partite di baseball e alle compagnie aeree, deve essere ‘radicalmente trasformato’ in base a linee razziali”.

Siamo alla propaganda stile Pravda

E’ una forma di propaganda, continua Hanson, come quella che “gli europei dell’Est hanno conosciuto sotto il loro ministero della Verità, il cittadino sovietico con la Pravda o i cubani con i comunicati di Castro”. La teoria critica della razza, o cultura del risveglio o cancel culture (definizione più giusta e consona) può permettersi il lusso di additare come nemico la “supremazia bianca” e di usare il pregiudizio razziale contro secoli di civiltà.

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