La sentenza
Covid, l’ultima beffa: tutto prescritto sul piano pandemico Oms. Esplode la rabbia dei parenti
Inchieste, polemiche, trasmissioni dedicate all’Oms, le querele dei diretti interessati, poi l’archiviazione per sopravvenuta prescrizione. Si è chiusa con un nulla di fatto l’indagine sul mancato aggiornamento del piano pandemico dell’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità: il gup di Romaha dichiarato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per l’ex numero due dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Ranieri Guerra, per l’ex direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giuseppe Ruocco, e il dirigente del ministero della Salute, Maria Grazia Pompa, nel procedimento relativo al mancato aggiornamento del piano pandemico del 2006 e alla gestione dell’emergenza Covid arrivato nella Capitale da Bergamo per competenza territoriale. Per i tre indagati l’accusa formulata era di rifiuto di atti d’ufficio.
Dura la reazione degli avvocati delle famiglie dopo la pronuncia. «Questa decisione non rende giustizia non solo ai familiari che rappresentiamo ma a tutti gli italiani», hanno dichiarato i legali delle parti civili, parlando del rischio che la decisione possa trasformarsi «in un precedente molto pericoloso».
L’inchiesta sul Covid e sul piano pandemico dell’Oms
L’inchiesta nasceva dalla gestione della pandemia Covid nella provincia di Bergamo e si concentrava soprattutto sul mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale, fermo al 2006 secondo diverse ricostruzioni giornalistiche e giudiziarie. Un elemento chiave fu il report dell’OMS pubblicato nel 2020 dall’ufficio di Venezia: “An unprecedented challenge: Italy’s first response to COVID-19”, in cui si sosteneva che il piano pandemico italiano non fosse stato realmente aggiornato, che la risposta iniziale italiana fosse stata “improvvisata e caotica”. Un report però ritirato dal sito Oms dopo circa 24 ore. Figura centrale della vicenda è Francesco Zambon, ricercatore OMS e coordinatore del report di Venezia, che avrebbe denunciato pressioni ricevute per modificare il documento, pressioni sarebbero state attribuite a Ranieri Guerra per evitare che emergesse il mancato aggiornamento del piano pandemico. Nel 2021 la Procura di Bergamo iscrisse Guerra nel registro degli indagati per false informazioni ai pm, in relazione alle sue dichiarazioni sull’aggiornamento del piano pandemico e sul ritiro del report OMS.
Successivamente quel filone sulle false dichiarazioni è stato archiviato, mentre è rimasto aperto quello relativo all’omissione o rifiuto di atti d’ufficio per il mancato aggiornamento del piano pandemico. Nel gennaio 2025 il gip di Roma aveva disposto l’imputazione coatta per Ranieri Guerra e altri ex dirigenti del ministero della Salute, nonostante la Procura avesse chiesto l’archiviazione. Il 12 maggio 2026 il gup di Roma ha dichiarato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.
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