Il tema rilanciato da Zan
Paola Concia attacca il Pd sui diritti gay: “Con Schlein nessun passo avanti. Si svegliano solo prima delle elezioni”
L'ex parlamentare dem scettica sulle parole di Zan che rilancia sui matrimoni omosessuali. "Perché non lo hanno fatto negli anni precedenti, quando, in varie forme, governavano e disponevano di una maggioranza in parlamento?". Neanche con una segretaria dichiaratamente lesbica la musica è cambiata
E’ bastato che Alessandro Zan, deputato Pd, autore del famoso ddl e molto vicino alla segretaria Elly Schlein, rilanciasse la solita proposta: legalizzare i cosiddetti matrimoni egualitari, ossia matrimoni tra sessi diversi e matrimoni gay, per scatenare una bufera. Non si aspettava certo di scatenare le ire le critiche da parte della Comunità Lgbtq. Ma come, proprio loro? Rimproverano a Zan e anche alla Schlein di ricordarsi dei diritti civili solo quando si avvicinano le elezioni. Poi silenzio. La stessa accusa è formulata da Paola Concia, che, intervistata dal Giornale, non lesina critiche al Pd di cui è stata parlamentare. Esponente di primo piano del femminismo italiano, donna i grande onestà intellettuale, si dice scettica circa il ritorno di fiamma della proposta Zan.
Paola Concia: “Diritti gay? Il Pd e Schlein se ne ricordano quando si avvicina il voto”
Ovviamente lei è d’accordo sul principio, ricordando di essere regolarmente sposata con una donna in Germania. “Il problema non è essere favorevoli o contrari, è trovare una risposta alla domanda: perché la sinistra, e il Pd, in questi quattro anni non hanno mosso un dito sui diritti dei Gay? Perché non si sono battuti per i matrimoni egualitari e per una legge contro l’omotransfobia? E perché non lo hanno fatto negli anni precedenti, quando, in varie forme, governavano e disponevano di una maggioranza in parlamento?”. Bella domanda, la risposta è Concia stessa a darla? “Perché si svegliano solo quando si avvicinano le elezioni”.
“Con Schlein alla guida nessuna iniziativa in materia di diritti”
Da parlamentare, Concia ricorda il suo impegno costante sul tema dei diritti: “Riuscii a porre la questione dei diritti omosessuali al centro della lotta in Parlamento. In varie occasioni. Tentai compromessi e accordi anche con le parlamentari dello schieramento opposto. Eppure eravamo all’opposizione, però eravamo decisi a combattere”. Poi il silenzio. In questi anni non è successo nulla. “Ci si sveglia ora solo perché è iniziata la campagna elettorale – rimarca. . Così non va bene. Anche perché è legittimo pensare: appena finirà la battaglia elettorale finirà anche l’interesse del Pd per i problemi degli omosessuali”.
A Paola Concia non interessano “le scaramucce tra omosessuali”. Non è interessata “alle carriere politiche personali degli omosessuali. Sono interessata solo ai risultati”, spiega durante il colloquio. E a proposito di risultati, alla domanda se con Elly Schlein, “donna dichiaratamente lesbica” – scrive il Giornale- ci si stato qualche passo in avanti sui temi che le stanno a cuore, è stata di una sincerità disarmante: “Non mi pare, francamente. Oggi ci troviamo a celebrare i dieci anni dalla conquista della legge sulle unioni civili. Da allora, su questi temi, il vuoto cosmico”.
“La diffidenza ci sta tutta”
Della serie: guarda i programmi e scordatene. “Tu vedi – stigmatizza Concia- che nei programmi elettorali sono indicati come fondamentali i problemi dei diritti Lgbtq. E poi capisci che erano solo chiacchiera. Ti accorgi che per mesi e mesi, una volta chiuse le urne, non è stata sollevata una iniziativa parlamentare a favore di una legge contro la omotransfobia: tutto cancellato, tutto dimenticato? E allora pensi: beh, la diffidenza ci sta”.
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