È morto Massimo Anderson: fondò il Fronte della Gioventù. Il ricordo commosso della destra

martedì 16 Febbraio 11:12 - di Eleonora Guerra
massimo anderson morto

È morto all’età di 87 anni Massimo Anderson. Con lui se ne va un altro nome che appartiene profondamente alla storia della destra. Consigliere comunale a Roma e regionale del Lazio per il Msi, del quale fu anche dirigente nazionale, Anderson fondò nel 1971 il Fronte della Gioventù, di cui fu segretario nazionale fino al 1977, dopo essere già stato il primo segretario della Giovane Italia.

Una vita di impegno politico, sociale e culturale

Anderson contribuì al fermento di idee e proposte nel Msi come esponente della corrente della Destra popolare, fra i cui esponenti c’era Pinuccio Tatarella. Nel 1977 scelse di aderire a Democrazia nazionale, per poi dimettersi due anni dopo a seguito della sconfitta del movimento alle politiche. L’afflato a contribuire alla vita sociale e politica del Paese, però, non si esaurì e si riversò nel campo della produzione culturale politica e nel mondo dell’associazionismo di categoria, dove Anderson arrivò a ricoprire dal 2010 il ruolo di presidente di Federproprietà.

Meloni: «Un punto di riferimento della destra»

«Con la morte di Massimo Anderson scompare un punto di riferimento della destra italiana. Un esempio di passione al servizio della comunità. Negli anni del suo impegno politico ha fatto della difesa del lavoro uno stile di vita. Alla famiglia va il cordoglio mio e di Fratelli d’Italia», ha detto Giorgia Meloni.

Il ricordo di Domenico Gramazio

La notizia della scomparsa di Massimo Anderson ha suscitato grande commozione anche sui social. Fra i primi a divulgarla è stato Domenico Gramazio, con un breve, ma sentito post sulla sua pagina Facebook. «Massimo Anderson ci ha lasciato, lo ricordiamo con infinito affetto», si legge nel messaggio, firmato «I militanti delle organizzazioni giovanili del Msi».

La Russa: «Fu “capo” giovanile e amico sincero»

Ha affidato a Facebook il suo ricordo anche Ignazio La Russa. «Per me giovanissimo fu, con Pietro Cerullo, “il capo” degli anni della militanza giovanile. Fu un amico sincero. Presidente Massimo Anderson: Presente!», ha scritto il senatore di FdI, concludendo il post con l’icona di una bandiera italiana.

Maurizio Gasparri: «Un grande dispiacere»

Ad Anderson e ha ciò che ha rappresentato ha dedicato, poi, un lungo pensiero Maurizio Gasparri: «Ho appreso con grande dispiacere della morte di Massimo Anderson», ha spiegato. «Impegnato da molto tempo nella tutela della proprietà immobiliare con le associazioni Arpe e Federproprietà, fino all’ultimo è stato animatore di riviste, di pubblicazioni che non hanno mai trascurato il campo dei valori politici e morali per i quali si è a lungo battuto», ha ricordato ancora il senatore di Forza Italia. «In gioventù protagonista della militanza della destra, guidò a lungo la Giovane Italia e il Fronte della Gioventù. Fino all’ultimo – ha spiegato Gasparri – ha offerto sempre un contributo di idee e di proposte alla realtà romana e non solo».

La difesa dei valori e dei diritti fondamentali

Contributo che Anderson non mancò mai di far arrivare anche al cuore delle istituzioni. Ancora Gasparri, infatti, ha richiamato «le sue puntuali sollecitazioni al Parlamento e i convegni con cui si proponeva sempre l’obbiettivo di difendere diritti fondamentali». «Lo ricordo con rimpianto perché, dopo un lungo e ampio dibattito politico, avevamo trovato costanti e proficue occasioni di confronto. Resterà – ha concluso Gasparri – uno dei protagonisti della storia politica della destra italiana del dopoguerra».

(Per la foto di copertina si ringrazia Arpe-Federproprietà)

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