Imprese. Bianchini (Mio Italia): «Il governo deve risarcirci. Ci chiudono nel weekend? Pazzesco»

lunedì 4 Gennaio 14:09 - di Romana Fabiani

“Il governo naviga a vista. E sta gettando nel panico migliaia e migliaia di imprenditori e famiglie italiane”. E’ furioso, ma determinato, Paolo Bianchini, imprenditore di lungo corso, presidente di Mio Italia, il movimento imprese e ospitalità che da più di otto mesi denuncia gli errori di Palazzo Chigi (“c’è un accanimento ideologico”, dice) nei confronti delle imprese. Ristoranti, pub, hotel, impianti sportivi chiusi per decreto. Piccole e medie imprese, già subissate di tasse in periodi normali, adesso strattonate e messe in ginocchio dalle misure anti-covid imposte da palazzo Chigi.

Mio Italia fa il punto della situazione: il governo mente

Cosa succederà dopo il 6 gennaio? Continuerà la serrata per il settore della ristorazione e dell’ospitalità? “Non c’è la minima idea di cosa significhi riaprire un ristorante in 24 ore”, spiega Bianchini sull’ipotesi che circola di una riapertura nei giorni feriali. E chiusura nel fine settimana. Quando l’Italia – stando all’esito degli incontri tra il premier, il Cts e la maggioranza – tornerà nel confinamento della zona rossa.

Bianchini: ci fanno chiudere nel week end, una follia

“Ci fanno aprire giovedì e venerdì e chiudere nel week end. Una follia. Tanto vale rimanere chiusi”. Addirittura? “Se il governo ha evidenze scientifiche per sostenere che attraverso i ristoranti si propaga il contagio, lo dica. Parli chiaro, Ma se ci chiudono devono risarcire il danno. Non bastano più i ristori. Ci sono imprenditori già in ginocchio, alcuni sul lastrico con casi di suicidio”. Servono indennizzi. Per gli affitti, le tasse, le bollette delle utenze, i finanziamenti dello Stato (per chi li ha ricevuti).

L’allarme: devono risarcire il danno, altro che ristori

Il presidente di Mio Italia, proprietario di uno storico ristorante nel centro storico di Viterbo, fa i conti. Sono semplici, dice. “In media, i ristoratori hanno perso in questi mesi il 60 per cento del fatturato”. La soluzione? “Il governo – incalza Bianchini molto attivo anche sui social –  deve provvedere a restituirci una percentuale sulle perdite del fatturato. Basandosi sul differenziale tra il 2019 e il 2020“.

Nessun ristoro per le star up

Ma il dramma è a catena. “I fornitori, per esempio, non hanno avuto un euro”. Ma c’è un’altra vergogna. “Nessuno ha pensato di risarcire le startup. Chi ‘coraggiosamente’ ha aperto un’attività dopo maggio 2019 non ha potuto ricevere ristori, perché non poteva esistere il parametro di aprile a cui faceva riferimento il governo”.

Altro capitolo dolente gli affitti. Un circolo vizioso, gli imprenditori hanno concordato una riduzione degli affitti, con il credito d’imposta. Ma non basta più. “Ora – prevede Bianchini- si apriranno pesanti contenziosi con i proprietari. C’è chi, infatti, non fatturando per mesi non è in grado di pagare nemmeno il 40 per cento degli affitti“.

La class action di Mio Italia contro “chi ha mentito”

Non solo proteste e denunce. Il movimento che unisce centinaia di imprese (migliaia di affiliati) promette battaglia. All’attivo decine di iniziative di protesta. L’ultima: un presidio contro il governo a Roma, a piazza San Silvestro a pochi passi da Montecitorio. Alla quale hanno preso parte esponenti dell’opposizione (Fratelli d’Italia in prima linea) e della sinistra anti-governativa.

Con Mio Italia sono scesi in piazza centinaia di imprenditori da tutta Italia per sbugiardare l’esecutivo. “Il comitato tecnico scientifico – continua Bianchini – non ha mai  consigliato la chiusura di bar e ristoranti. Conte ha detto il falso. Proprio per questo stiamo mettendo in piedi un’importante azione legale, una class action, contro i responsabili. Contro chi, oltre al danno, ha anche la colpa di aver mentito”. Non va meglio sul fronte delle tasse, che continuano a vessare i ‘capitani coraggiosi’ che fanno impresa. Sono in arrivo 50 milioni di cartelle esattoriali.

Esposto per procurato allarme ‘contro’ i virologi

Infine un ‘velato’, neanche troppo, attacco alla campagna terroristica di certi virologi, amplificata dai media. Bianchini annuncia un esposto-denuncia per procurato allarme contro i virologi che alimentano “il panico tra cittadini e imprenditori. Senza, lo ripeto, evidenze scientifiche a supporto”. Qualcuno ha sentenziato niente pranzi e cene fuori per tutto il 2021. Burioni non è l’unico nel mirino. Ha già ‘pagato’. Anche altri dovrebbero prendersi un anno sabbatico, abbandonare le comparsate televisive. E occuparsi di virus in laboratorio. Lontano dai riflettori.

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