Addio al 2020 con gli aforismi di Ernst Jünger. Esce il libretto “Mantrana, un gioco”

giovedì 31 Dicembre 17:02 - di Riccardo Arbusti
Junger

Torna in libreria Mantrana. Un gioco (Mimesis edizioni, pp. 70, euro 6,00), un delizioso libretto firmato da Ernst Jünger insieme al suo amico botanico Klaus Ulrich Leistikow. Quando il grande patriarca della letteratura tedesca mandava alle stampe quest’opera eravamo nel 1984 e lo scrittore – scomparso nel 1998 a 103 anni d’età – aveva già 89 anni e stava dando espressione ai suoi scritti ultimi e più maturi… Tra cui anche questa collezione di aforismi che costituisce una “magica enciclopedia del sapere”.

Mantrana come pratica meditativa

Il mantra, nell’induismo, è una formula che viene ripetuta più volte come pratica meditativa legata alla forza evocativa delle parole. E qui Mantrana è una sorta di domino in cui ogni lettore-giocatore può disporre i singoli mantra, vale a dire gli aforismi, a proprio piacimento cercando di delineare un percorso di pensiero.

Gli aforismi scelti da Jünger

Nel libretto scorrono, oltre ovviamente a moltissimi aforismi dello stesso Jünger e del suo amico naturalista Leistikow, massime e frasi di tantissimi autori, da Cioran a Gide, da Abelardo a Gottfried Benn, da Bloy a Julien Freund, da Bachofen a Lichtenberg, da Machiavelli a Montaigne, da Schopenhauer a Conrad. Il lettore, così come aveva pensato Jünger, può dare agli uni la precedenza rispetto agli altri, trovare nuove relazioni tra i mantra e allinearli diversamente rispetto alla disposizione voluta dai due autori. È come cercare –annotano in premessa i due autori – conchiglie sulla spiaggia, disporle secondo motivi e scompigliarle di nuovo: il gioco vive proprio di questo.

Il capitolo sull’Occidente

Degno di nota il quindicesimo capitolo, intitolato “Invano l’Occidente cerca una forma di agonia degna del proprio passato”. Un quadro e un giudizio molto calzante anche per la nostra contemporaneità. “Da dove vengono le grandi epoche? Devono – si legge – essere nascoste nelle piccole, per quanto strano possa apparire”. Gli aforismi come i frammenti di senso nell’epoca del nichilismo compiuto, sembrano suggerire i due autori.

Oltrepassare il nichilismo

“In gioco – spiega il prefatore, Michele Cometa – è appunto la nostra capacità di creare il senso…”. Un senso e un possibile reincantamento del mondo da creare non attraverso uno sguardo ideologico e una metafisica ma seguendo gli intrecci possibili tra un frammento e l’altro. È la via dell’oltrepassamento del nichilismo, la via che Jünger ha perseguito – e indicato ai suoi lettori – per tutta la sua vita.

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