Spirito d'Europa
Dominique Venner è ancora attuale, 12 anni dopo la sua morte: l’irredentismo idealista del Samurai d’Occidente
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 21 Maggio 2026 alle 16:31
Dodici anni fa moriva un Samurai d’Occidente, in un suicidio che tanto ricorda quello di Yukio Mishima.Il suo nome era Dominique Venner, nato a Parigi nel 1935 e conosciuto per essere uno degli intellettuali più importanti dell’area nazionalista e identitaria francese. A 18 anni si è arruolato nell’esercito francese come volontario per la guerra in Algeria, come il suo amico e fondatore del Front National, Jean Marie Le Pen. Dopo essere tornato in patria si dedicò alla storiografia, vincendo un premio dell’Accademia francese nel 1981 per un saggio sulla guerra civile russa. Fu anche esponente del movimento Nouvelle dorate (Nuova destra), assieme ad Alain De Benoist, Guillaume Faye, Giorgio Locchi e Pierre Vial. Nel 2014, per mantenere viva la fiamma dello spirito di Venner, venne fondato il centro studi “Istituto Iliade” dagli storici Philippe Conrad e Bernard Lugan, assieme al saggista Jean-Yves Le Gallou.
Dominique Venner è ancora attuale, dopo 12 anni dalla sua morte
Di fede neo-pagana, Venner decise di togliersi la vita il 21 maggio 2013 nella Cattedrale di Notre-Dame, nel capoluogo francese, con un colpo di pistola alla tempia. Non era ostile alla fede cristiana, ma alla decadenza valoriale che il suo Paese stava iniziando ad abbracciare in quel determinato periodo: a partire dall’introduzione del matrimonio omosessuale fino all’islamizzazione della Francia, di cui ha parlato nel suo biglietto d’addio. Se da un lato alcuni attivisti cattolici come Virgine Merle disapprovato la sua scelta, dall’altra c’è stato anche chi ha cercato di comprenderne il significato più profondo. Tra questi c’è proprio Marine Le Pen, che definì il suicidio di Dominique come un «gesto eminentemente politico» di una persona che stava provando a «risvegliare» i suoi compatrioti.
Le idee non muoiono…
Non bisogna dimenticare che i suoi scritti vengono tutt’ora apprezzati anche nell’area identitaria italiana. Non a caso, la casa editrice di Passaggio al bosco ha scelto di pubblicare la traduzione di alcuni testi firmati da Venner, come “Che cos’è il nazionalismo?” e “Per una critica positiva”. Tra le opere anche tre volumi intitolati “Pagine ribelli”, che ripercorrono il pensiero storico e filosofico dell’autore. Sulla scia dell’Istituto Iliade, che si ispira al pensiero di Dominique, è nato anche l’Istituto Eneide in Italia ad ottobre 2025.
Iconica una frase idealista che ha lasciato sulla lettera dei saluti prima di darsi alla morte: «Mentre difendo l’identità di tutti i popoli a casa propria, mi ribello nel contempo contro il crimine che mira alla sostituzione dei nostri». Un epitaffio di carta e inchiostro che rivendicava, per l’ultima volta, il rigetto dell’immigrazione illegale e massiva a cui ancora oggi devono fare fronte i popoli europei. Ma senza dimenticare l’importanza dell’autodeterminazione nazionale di ogni civiltà esistente.
Il rapporto con Jean Marie Le-Pen
Sul sito dell’Istituto Iliade è stato pubblicata una memoria di Jean-Marie Le Pen sul suo vecchio amico. Menhir ha spiegato di aver conosciuto Venner dopo la guerra in Algeria, all’età di 27 anni, quando era già deputato con il Front National. Alla fine del testo c’è una frase che racchiude tutta la stima e l’affetto che Le Pen nutriva verso Dominique, a distanza di tanti anni: «Il ricordo che ho di Venner è il suo sorriso».
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