Parlano i numeri
“Film pagati dallo Stato con soli 29 spettatori”, Sangiuliano choc sui fondi al Cinema lancia lo slogan: “Meno ciak più tac”
Vizi privati, pubbliche virtù… e produzioni a perdere e “film fantasma”. Errori di valutazione o cronache di insuccessi annunciati che l’ex ministro Sangiuliano bolla emblematicamente con un un gingle conclusivo che, come tutte le asserzioni a effetto, rende perfettamente l’idea della disamina che il predecessore di Giuli a Via del Collegio Romano ha proposto ai microfoni di Esperia, nel nuovo format streaming realizzato in collaborazione con La Miniera, dove è tornato a parlare del sistema dei finanziamenti pubblici al cinema che tanto clamore e rumore ha sollevato nelle ultime settimane.
Fondi pubblici al Cinema, Sangiuliano: «Il più grande scandalo italiano degli ultimi anni»
Eppure, stando a quanto rilanciato da Sangiuliano nell’intervista a Esperia – oltre che a quanto sostenuto a riguardo dal ministro Giuli in più occasioni – altro che crisi della cultura o censure di celluloide immaginarie. Quello del cinema italiano, per usare le parole dell’ex ministro della Cultura che scoperchia il pentole dell’oro “rosso”, è «il più grande scandalo italiano degli ultimi anni». Un sistema viziato da iper-produzioni a perdere, di cui l’opinione pubblica non ha ancora piena contezza.
Pertanto, nella sua escussione del tema Sangiuliano definisce quello del cinema – e senza timore di venir smentito evidentemente – «il più grande scandalo italiano degli ultimi anni», sostenendo che il caso «non ha avuto un adeguato risalto». Né «un’adeguata consapevolezza nell’opinione pubblica di che cosa realmente sia accaduto». Di più. Parlando nel format streaming, l’ex ministro snocciola numeri che pesano come macigni e cita alcune cifre sui contributi pubblici al settore: «Siamo passati da 435 milioni di contributi al cinema nel 2017, a 849 milioni nel 2022». E aggiunge: «Ci sono stati film finanziati che hanno fatto 29 spettatori, 100 spettatori».
Contributi raddoppiati, a fronte di clamorosi insuccessi (e “film fantasma”)
Avete capito bene? Dal 2017 al 2022 i contributi pubblici sono letteralmente raddoppiati, schizzando da 435 a 849 milioni di euro. Risultato? Un’anomalia tutta italiana da 464 pellicole all’anno. Comunque più di 300 l’anno – e sempre più di altri nostri partner europei esaltati per brillantezza imprenditoriale nel settore – e costellata di paradossi grotteschi nello sbigliettamento. Per non parlare dei “film fantasma”: opere pagate dallo Stato di cui si è persa ogni traccia, mai arrivate nelle sale e forse mai girate. Cronache di insuccessi annunciati.
Fondi al Cinema, Sangiuliano: «Ho pagato il tentativo di scoperchiare questo pentolone»
«Sono film che sono stati pagati, finanziati dallo Stato, ma che non sono mai usciti», sostiuene Sangiuliano. E aggiunge anche: «Non si sa se esistono, non esistono, se sono stati mai girati o se sono stati mai realizzati». L’ex ministro sostiene inoltre di aver ”pagato” il tentativo di «scoperchiare questo pentolone» e comunque oggi, nonostante tutto, da consigliere regionale della Campania rilancia anche sul fronte dei fondi regionali: «Mi sono anche scagliato contro i finanziamenti che la Regione Campania dà al cinema». Da qui lo slogan conclusivo: «Meno ciak più tac», con riferimento alla situazione della sanità pubblica campana.
Ma la narrazione degli addetti ai lavori rilancia a ogni piè sospinto lagna e accuse
Eppure, a guardare le passerelle patinate degli ultimi David di Donatello, la narrazione è radicalmente opposta. E quella è stato solo l’ultima occasione in cui abbiamo assistito al solito, stucchevole “pianto greco” di attori, registi e sigle di categoria, pronti a gridare allo “smantellamento culturale”. E a lanciare petizioni per boicottare i premi in nome di una presunta carestia di fondi. Vizi privati e pubbliche virtù, si diceva nell’incipit. Ma ora andrebbe aggiunto: di una casta abituata a pretendere il rischio d’impresa coperto al 100% dallo Stato.
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Politica - di Sveva Ferri