L'annuncio del ministro
Ciak, si gira: Giuli stanzia altri 20 milioni per cinema e audiovisivo, tutti per le maestranze
+ Seguici su Google Discover”In coerenza con gli impegni assunti dal ministero della Cultura e con l’obiettivo di evitare che l’aumento del costo della benzina si traduca in aggravio per i cittadini, abbiamo proceduto a una rimodulazione delle risorse disponibili, individuando fondi non ancora utilizzati da destinare a una serie di interventi strategici. Abbiamo sterilizzato i tagli allo Spettacolo dal vivo e all’Opera, aggiunto nuovi fondi per le maestranze e il Cinema e programmato nuove assunzioni”. Lo ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
“Sterilizzati i tagli a Spettacolo e Opera”
“Con 6 milioni di euro – spiega il ministro – finanzieremo 2.377 nuove assunzioni presso il Ministero della Cultura. Si tratta di un investimento significativo che offrirà opportunità di lavoro a numerosi professionisti, rafforzando al contempo le energie e le competenze al servizio del patrimonio culturale italiano. Ulteriori 20 milioni di euro saranno destinati a un primo potenziamento del Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo, che salirà così a 626 milioni di euro”.
“Ed è solo l’inizio – sottolinea Giuli – perché la ricognizione che abbiamo effettuato consentirà a breve di incrementare ulteriormente il fondo con altre risorse oggi non impiegate, a sostegno delle maestranze e di chi realizza cinema di qualità. Infine, come già previsto, saranno integralmente recuperati i tagli allo spettacolo dal vivo, inclusi quelli relativi ai festival e alle Fondazioni lirico-sinfoniche”.
Giuli zittisce le polemiche grilline
Giuli ha affrontato il tema intervenendo al question time alla Camera replicando agli esponenti M5s, in particolare a Gaetano Amato che, introducendo l’interrogazione parlamentare sul tema, ha accusato l’esecutivo di “aver affamato le maestranze in otto anni di governo cinema del sottosegretario Borgonzoni e in quattro anni di questo governo. Maestranze, le migliori al mondo – ha detto Amato – che hanno un contratto sospeso da 26 anni”.
“La risposta migliore al suo ‘non quesito’ – ha sottolineato Giuli – viene dalle parole degli operatori e delle associazioni di categoria con cui ci stiamo confrontando in una serie di riunioni proficue al ministero e che hanno espresso ‘grande favore per il testo del decreto interministeriale che modifica alcune delle disposizioni sulla produzione del tax credit poiché consente di far fronte in parte al taglio delle risorse complessive'”. “Sono sicuro – ha concluso il ministro – che dopo questo confronto ruvido possa nascerne un altro, un po’ più nel merito specifico”.
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