Centinaia di immigrati islamici assembrati a Roma. E gli agenti stanno a guardare (video)

mercoledì 20 maggio 15:41 - di Guido Liberati

Due pesi e due misure. Lunedì 18 maggio 2020, ore 20, a Largo Preneste, Roma. Oltre un centinaio di immigrati islamici si si sono assembrati, senza che nessuno dicesse loro nulla. Il video documenta il sit in la riunione e l’impotenza delle forze dell’ordine.

Assembrati in piazza per la preghiera islamica

Secondo il sito Roma Today, gli immigrati assembrati erano giustificati dalla “prima preghiera pubblica per la comunità musulamana. Un iftar pubblico, il momento della giornata di Ramadan in cui si rompe il digiuno. L’appuntamento è stato organizzato dall’associazione Greater Dhaka e coordinato dall’associazione Dhuumcatu-Onlus“. Rispetto delle distanze e mascherine? Gli organizzatori assicurano di sì.

Il (mal)trattamento delle mascherine tricolori

Nel video, però, si vedono le forze dell’ordine che assistono al sit in a debita distanza. Nessuno si sogna di verificare il rispetto delle norme. Peccato che la stessa tolleranza non valga quando gli assembrati sono italiani. Sono inftti numerose le segnalazioni di persone multate per non avere indossato la mascherina. L’ultima, in ordine di tempo, la giornalista Alda D’Eusanio. Ma anche Marco Militello, noto consulente del lavoro, ha denunciato sui Social lo stesso trattamento subito.

Lamorgese e il pugno duro con i manifestanti (italiani)

Ma i due pesi e due misure sono soprattutto relativi alla manifestazione delle mascherine tricolori. Appena 48 ore prima, la pacifica iniziativa dei cittadini italiani era stata gestita con metodi brutali. Perché due pesi e due misure? Un interrogativo che andrebbe posto anche al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Perché gli italiani non possono fare quello che è invece consentito agli immigrati?

ECCO PERCHÉ PUÒ RIESPLODERE IL CONTAGIO!!!

Pubblicato da Francesco Signoretta su Mercoledì 20 maggio 2020

Commenti

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  • Pino 20 maggio 2020

    Basta lamentarsi delle forze dell’ordine se i magistrati, fiancheggiatori della criminalità, condannano la polizia se reagisce alle provocazioni, agli sputi, alle coltellate al lancio di sanpietrini, e di molotov.
    Dove sono gli eroi che chiedono a venti agenti di allontanare duecento clandestini con bottiglie di vetro in mano, protetti dai magistrati che li rimettono in immediata libertà ? Ci vadano loro nelle piazze a prendere le coltellate, almeno dimostreranno perché loro la notte la passano in albergo fra le gambe di qualche stagista incassando da quattro a dieci volte lo stipendio di un poliziotto !

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