Diritto allo studio
Università di Torino occupata, la denuncia di Azione universitaria: “Centri sociali spalleggiati dai professori di sinistra”
I ragazzi di Azione universitaria protestano per la situazione in cui versa il Campus Luigi Einaudi, sottolineando che il blocco delle attività causato dall'occupazione è un oltraggio agli studenti che pagano le tasse regolarmente
Politica - di Gabriele Caramelli - 3 Novembre 2026 alle 19:10
I ragazzi di destra non hanno intenzioni di arrendersi alla prepotenza dei collettivi rossi che, come ogni anno, occupano le università e tengono in scacco migliaia di studenti. L’ultimo caso è quello dell’università di Torino, bloccata dai collettivi di estrema sinistra: al momento sono ferme tutte le attività dei dipartimenti di Giurisprudenza, Scienze politiche ed Economia. Ma gli studenti di destra non ci stanno e protestano contro un sistema che, a detta loro, è stato avallato anche dal personale degli atenei. Dal 26 ottobre le attività sono ferme e per garantire il proseguimento delle lezioni è stato annunciato un programma per la didattica a distanza.
« Al Campus Einaudi studiano oltre 17mila studenti – spiegano i rappresentanti di Azione universitaria Torino in una nota -, mentre ad occupare sono poco più di un centinaio di membri dei collettivi, come riportato dalla totalità dei media che hanno raccontato l’occupazione. A Giurisprudenza i collettivi non hanno eletto neanche un rappresentante, come si può non riconoscere che si tratti di un’infima minoranza senza rappresentatività che viola il diritto di migliaia di studenti?». Una domanda che per il momento rimane senza risposta.
Università di Torino occupata, Azione universitaria: «Collettivi spalleggiati dai prof di sinistra»
Il comunicato degli studenti di destra prosegue con una richiesta ben precisa: «Pretendiamo le dimissioni della Direttrice del Cle, Anna Mastromarino, colpevole di complicità con i membri di Askatasuna che hanno occupato il Campus. La sua decisione di chiudere i cancelli è un’interruzione di pubblico servizio e una violazione quotidiana del diritto allo studio che ricade sulla testa di migliaia di studenti che dovrebbe invece tutelare».
Secondo i rappresentanti di Azione universitaria, «è inaccettabile che 150 occupanti dei collettivi, spalleggiati dai docenti di sinistra, impediscano a 17mila studenti di andare a lezione. Per questo motivo abbiamo tappezzato i muri del Rettorato con le centinaia di messaggi di studenti che non ne possono più di un’Università ostaggio dei centri sociali. Se l’Università non è in grado di tutelare le proprie sedi, d’ora in avanti gli studenti veri dovranno schierarsi fisicamente a difesa del diritto allo studio». Secondo La Stampa, sono quasi 170 i docenti e il personale dell’Università di Torino che qualche giorno fa hanno firmato e diffuso una nota in favore dell’occupazione in corso al Campus Luigi Einaudi.
Ma quale situazione complessa…
La protesta di Azione universitaria continua, con la denuncia di un clima sempre più ostile per chi paga le tasse ogni anno: «Il campus Einaudi continua ad essere occupato dai centri sociali, e UniTo sceglie la linea morbida, attivando le lezioni a distanza e parlando di “situazione complessa” da affrontare in modo “ponderato, graduale e condiviso”. Riteniamo che tutto ciò sia vergognoso, e chi ne paga le conseguenze sono gli studenti che spendono migliaia di euro in tasse universitarie per frequentare le lezioni».
Poi i ragazzi di Au concludono: « I nostri rappresentanti pertanto porteranno in tutte le sedi una proposta semplice e chiara: non pagare tasse universitarie su ogni giornata in cui il campus rimane occupato. Per tutti quelli che pensano questa sia una vergogna, e vogliono sostenerci, prosegue intanto la nostra raccolta firme contro l’occupazione, per ribadire come la maggioranza della popolazione studentesca sia stufa dei teatrini dei centri sociali».