La Russa e Fini
Una colonna della destra italiana: il ricordo di Giulio Maceratini alla Fondazione An. Uomo di sintesi e avvocato di razza
Presentato il volume curato da Federico Gennaccari che ripercorre mezzo secolo di impegno politico dello storico esponente del Msi e di Alleanza Nazionale. All'incontro anche Ignazio La Russa e Gianfranco Fini. Il video commuove la platea
Un pilastro della destra italiana, uomo di sintesi per talento innato, politico raffinato e colto, avvocato di razza. Tanti i volti di Giulio Maceratini, classe 1938, tessera del Msi a 14 anni, dirigente-militante, consigliere regionale missino, presidente dei senatori di An, deputato ed europarlamentare, ricordati nella sala convegni della Fondazione Alleanza nazione attraverso le testimonianze di politici, amici fraterni e collaboratori. Un parterre d’eccezione, a partire da Ignazio La Russa a Gianfranco Fini, si è ritrovato martedì 3 novembre per la presentazione del libro curato da Federico Gennaccari Giulio Maceratini 10 lezioni di politica sempre attuali. Un libro pensato per i giovani, frutto di un lungo lavoro di raccolta di atti parlamentari, interviste, interventi congressuali di Gennaccari, che per 7 anni gli è stato accanto come portavoce in Senato. Scomparso il 25 luglio 2020, a 82 anni, Maceratini ha lasciato un patrimonio straordinario di esperienze, vissuto e idee.
Alla fondazione An il ricordo di Giulio Maceratini
Un video che ripercorre le tappe fondamentali della vita politica di Maceratini, “impegno, coerenza e passioni”, scalda la platea. Ad aprire il pomeriggio, presentato da Antonio Giordano in qualità di padrone di casa, Gianfranco Fini. Un fuori programma rispetto alla scaletta. “Non potevo non esserci. Giulio è stato un pilastro della storia della destra italiana. La vita non è stata tenera con lui”, ricorda il fondatore di Alleanza nazionale alludendo alla malattia che nel 2000 lo costrinse ad allontanarsi dalla vita pubblica. “Se così non fosse stato sarebbe stato di sicuro un ottimo ministro”.
Fini: è stato un pilastro della destra italiana
“E avrebbe scelto lui quale Ministero, non sarebbe stato certo Gianfranco a deciderlo”, aggiunge poco dopo il presidente del Senato sorridendo. La Russa evoca subito nostalgia e batticuore, ricorda la straordinaria intesa di Maceratini con Pinuccio Tatarella e il desiderio comune di contribuire a fare un’Italia nuova e di tutto. I successi di oggi, la straordinaria esperienza di governo nascono da lì, da quegli uomini. Coerente e leale, ispirato a un’intelligenza “mai al servizio della convenienza”. La Russa ricorda che Maceratini non sopportava gli yes men. “Un politico che si circonda solo di persone che gli dicono sempre “quanto sei bravo” non sarà mai un vero politico”, una sua frase emblematica.
La Russa: “Giulio non sopportava gli yes men”
Uno dietro l’altro i partecipanti – Domenico Gramazio, promotore dell’evento, Peppino Valentino, Maurizio Gasparri, Nazzareno Mollicone, Riccardo Andriani, Silvano Moffa, Claudio Barbaro – si soffermano su un tratto peculiare della personalità complessa di Maceratini. Chi ricorda il collega di mille battaglie, chi il principe del foro, chi l’amico fraterno. Un affresco di testimonianze e aneddoti che tracciano le tappe dell’epopea della destra italiana dai primissimi anni del dopoguerra all’attualità di governo.
La testimonianza di Gramazio: lo conobbi nel lontano 1968
Domenico Gramazio ricorda di aver conosciuto Giulio nel lontano 1968 quando era presidente romano della Giovane Italia e Maceratini il responsabile di Ordine nuovo, il centro studi che si ritrovava a via degli Scipioni con Pino Rauti, Paolo Andriani e tanti altri. “Maturò l’idea di mettere insieme i due nuclei e demmo vita al Fas, Fronte Azione studentesca e lavorammo insieme ottimamente”, dice il parlamentare romano che mostra i gemelli con il gladio dei volontari della Rsi ricevuti in dono. Mauro Mazza, che coordina gli interventi, traccia una veloce biografia dell’uomo e del politico. Giovane militante missino, allievo di Julius Evola, fedele ai valori della tradizione, uomo dalla forte identità, personaggio di spicco del centro studi Ordine Nuovo. Fu a lungo vicino a Pino Rauti, nel 1969 rientrò nel Msi e da allora fu sempre “un uomo di partito senza se e senza ma”.
Mazza: “Fu un uomo di partito senza se e senza ma”
L’ex direttore del Tg2 ricorda i colloqui del martedì in Senato dei primi anni ’90 come un rito consolidato. Inviato del Tg1, si presentava a Palazzo Madama al mattino presto per incontrare Giulio, capogruppo dei senatori di An, carismatico ed empatico, distillatore di lezioni spontanee senza quella supponenza che non gli apparteneva. Peppino Valentino ricorda l’avvocato di razza, apprezzatissimo anche da chi aveva diverse provenienze politiche. Qualità che gli permisero di venire eletto membro del consiglio dell’ordine di Roma. La mente va a quando “io giovane procuratore, insieme a giovani colleghi, ascoltavamo le sue indicazioni professionali. Non voleva convincere gli altri ma testimoniare con l’attività forense la realtà valoriale della nostra comunità”, dice il presidente della Fondazione An. “Peccato che non possa vivere oggi questa fase esaltante”.
Gasparri: univa la forte identità al realismo politico
Maurizio Gasparri sottolinea di Maceratini il pregio di unire il tratto identitario con un forte realismo politico. “Era un uomo concreto, incline al dialogo e alla ricerca delle sintesi. Al congresso di Rimini aveva lavorato a un accordo con Tatarella per evitare lo scontro Fini-Rauti. Prima della svolta di Fiuggi si impegnò con pragmatismo e generosità per consentire il ricambio generazionale del movimento e nuove alleanze”.
Mollicone ne ricorda il carisma e la passione militante
Commossa la testimonianza di Nazzareno Mollicone, amico di una vita di Maceratini, che ne ricorda il carisma, la passione militante (organizzava manifestazioni di massa per Trieste italiana) , la lungimiranza nella visione geopolitica (fu presidente di Gioventù mediterranea). “Faceva parte di una generazione che non vedeva la politica come professione ma come passione e sfida”, dice Riccardo Andriani ricordando il rapporto speciale tra Maceratini e suo padre Paolo, avvocati entrambi. “Erano amici, colleghi e due persone complementari. Mio padre sanguigno, aggressivo, Giulio pacato, tranquillo. Quando mio padre è morto ha trasferito il suo studio da me. Nelle aule di tribunale come in quelle parlamentari era un paladino dei diritti e della giustizia giusta”.
Moffa: era l’Idea che si faceva persona
“Uomo poliedrico, dagli interessi più disparati”, sottolinea Moffa, che ebbe “l’onore” da sindaco di celebrare il matrimonio di Maceratini. Lo definisce “l’Idea che si faceva persona”, ne ricorda l’innata verve diplomatica e la grande attualità di pensiero. “Maceratini era anche un grande intellettuale come dimostra lo spessore dei suoi scritti”. E il pensiero corre alle decine di iniziative editoriali a partire da Linea, la rivista cult del mondo rautiano. “Pater familias”, pioniere e colonna che ha consentito alla destra di essere governo del paese.
Barbaro: fu un grande dirigente sportivo
Claudio Barbaro, romanista “incallito” proprio come Giulio, si concentra sul contributo dato ai passaggi epocali della destra, a partire dalla transizione dal Msi ad An, e all’impegno nello sport inteso come “infrastruttura sociale oltre l’aspetto competitivo”. Maceratini fu anche un grande dirigente sportivo. “L’Asi (Associazioni Sportive e Sociali Italiane) nasce da una sua intuizione quando capì che il Centro sportivo Fiamna non bastava più. Oggi l’Asi è il più grande centro sportivo italiano con due milioni di soci. Aveva una rara capacità di guardare lontano”.