Nel mirino il ministro Puente
Spagna al voto, la strage ferroviaria sotterra Sanchez e i socialisti. Centrodestra verso la maggioranza assoluta
A meno di un mese dalle elezioni anticipate spagnole, convocate per il 29 novembre dopo la crisi di governo, le quotazioni del presidente socialista Pedro Sanchez sono ai minimi termini. Dopo la tragedia ferroviaria, con 69 vittime accertate, il paese ribolle. Nel mirino dei cittadini e non solo (anche una parte della sinistra la governo vuole la sua testa) il ministro dei trasporti Oscar Puente. Che cerca come può di abbassare il clima infuocato contro il governo. Dopo aver detto che la catastrofe di Urda ha una dinamica “inverosimile” e la causa di quell’incidente ferroviario — tra i più gravi mai accaduti in Europa — è un “errore umano”, tenta di recuperare credibilità.
Sanchez in caduta libera dopo la tragedia ferroviaria
Ma nel Paese tutti lo processano per non avere investito nella sicurezza del sistema ferroviario e puntato tutto sull’alta velocità. In Spagna è ancora vivo il ricordo di un altra strage ferroviaria, quella del 18 gennaio 2026 ad Adamuz che fece 46 morti. Con l’incidente di Urda, almeno 69 morti e 31 feriti ancora ricoverati, si contano 115 morti sull’alta velocità in 9 mesi. Il ministro dei Trasporti è un fedelissimo di Sanchez, che si trova a un bivio. Da un lato continua a sponsorizzarlo e non prende in considerazione l’ipotesi di dimissioni, dall’altra deve contenere il malcontento che sale. L’esecutivo spagnolo sul dossier Puente è spaccato a metà. Il leader di Frente Amplio (la rete delle sinistre) ha chiesto “il prima possibile” le dimissioni del ministro Puente.
Nel mirino il ministro dei Trasporti Puente, governo spaccato
Anche Blas García, sindaco socialista di Ames, la pensa allo stesso modo. “Dovrebbe farsi da parte per etica, coerenza e rispetto per le vittime. Le opposizioni rincarano la dose. Il Partito popolare di Alberto Núñez Feijóo rincara la dose e chiede le dimissioni in blocco di tutto il governo. “Se non si dimettono, li costringeremo a farlo con le urne», ha detto Feijóo. Molto realistiche le previsioni di un débacle del Partito socialista.
Sondaggio choc: Psoe in calo, Pp e Vox verso la maggioranza assoluta
Il primo sondaggio fatto dopo la tragedia ferroviaria da SocioMétrica per El Español indica per il Partito popolare e Vox (più Upn) una maggioranza assoluta di 203 seggi. Alle elezioni vincerebbero i Popolari con il 32,3%, (137 seggi, due in più del sondaggio fatto il 25 ottobre), mentre i socialisti si fermerebbero al 26,6% (106 seggi) e Vox di Santiago Abascal volerebbe al 19,1% (64 seggi). Insieme, le due forze del centrodestra potrebbero conquistare 203 seggi sui 350 del Congresso, superando nettamente la soglia di 176 deputati necessaria per ottenere la maggioranza assoluta. Il sorpasso del Psoe sul Partito popolare sembra impossibile, questa volte le abilità dimostrate in passato da Pedro Sanchez potrebbero non bastare anche se l’establishment farà di tutto per impedire una vittoria delle destre.
Cala nel Paese “la paura” per un governo di destra
“Alle elezioni, il Psoe sarà penalizzato per tre ragioni”, riferisce al Corriere della Sera, il politologo Pablo Simón. “Primo: ora l’attenzione si concentra sulla gestione di governo, in particolare sulla gestione dei servizi ferroviari e si instaura la percezione che non funzioni nulla. Secondo: il Psoe ha circa un milione e mezzo di elettori inattivi. Sperava di mobilitarli sulla base del sentimento di paura nell’immaginare un governo di destra e ora questa strategia va completamente a monte. Terzo: le dimissioni di Puente sono inevitabili, ma Sánchez sembra aver deciso di mantenerlo in carica e ciò farà sì che, per tutta la durata della campagna, si parli solo di questa catastrofe”.