Ad Acerra
Occupazione anti-Meloni, ma ci scappa il morto: un povero pesce rosso, preso a ramazzate. Il triste sadismo degli studenti
Il manifesto della protesta, con tanto di occupazione, era un po’ quello di tutte le scuole italiane invitate, o costrette, dai collettivi rossi di sinistra, a bloccare le attività a tempo indeterminato: il caro-vita, il governo Meloni che non aiuterebbe la scuola, il no alle armi, il sì a Gaza e via discorrendo. Ma poi c’è scappato il morto, un povero pesce rosso, incolpevole, tirato fuori da un piccolo acquario a forma di boccia e preso a colpi di ramazza mentre agonizzava sul pavimento della scuola, nel tripudio dei ragazzini, pare. Devastazioni a parte, quanto accaduto nei giorni scorsi in un liceo d Acerra, in provincia di Napoli, l’Alfonso Maria de Liguori, getta una luce inquietante su finalità e modi della protesta che in tanti, a sinistra, hanno celebrato come una sorta di Sessantotto francese. Ma forse era – come direbbe Troisi – un calesse, solo un esercizio liberatorio di violenza gratuita contro un esserino indifeso, in nome di chissà quale nobile ideale. I rincari dei surgelati?
La scuola di Acerra, devastata con arredi a soqquadro, suppellettili distrutte, un radiatore dell’impianto di riscaldamento sradicato, è stata riaperta da qualche ora dopo la macrabra scoperta che non ha lasciato indifferente neanche tanti studenti perbene che nulla “Tutta la comunità scolastica è sconvolta per l’accaduto” ha detto il preside La Montagna, che ha poi raccontato: “Nel pomeriggio mi sono arrivati alcuni video che mostravano la devastazione della scuola, quindi ho nuovamente allertato le forze dell’ordine, e quando gli agenti sono arrivati, i ragazzi rimasti all’interno hanno comunicato di aver concluso la loro esperienza. Siamo entrati, ed abbiamo trovato la scuola messa a soqquadro. Mi si è stretto il cuore”. La caccia agli studenti vandali e assassini è iniziato: “Ora aspetto le dimissioni del rappresentante d’Istituto che era presente e che si è reso responsabile anche dell’uccisione del pesciolino come si vede in uno dei video, perché è impensabile che possa rappresentare una comunità di 1.300 studenti, la maggioranza dei quali lontana da quanto accaduto”.
Su quanto accaduto è intervenuto anche il sindaco di Acerra, Tito d’Errico, che ha dichiarato: “Non è ammissibile turbare l’ordinaria attività scolastica attraverso comportamenti indecorosi. La scuola è innanzitutto casa dei ragazzi e non si può in alcun modo distruggere la propria casa”. Il primo cittadino ha poi detto: “Quanto accaduto, che condanniamo fermamente, deve avere risposte diversificate. Occorre continuare in maniera ancora più decisa sull’aspetto educativo e formativo perché bisogna far comprendere ai ragazzi che non è ammissibile turbare l’ordinaria attività scolastica attraverso comportamenti indecorosi”.
Un pesce rosso, si sa, non soffre, non giudica, non ricorda, perché non sa di essere vivo. Ma noi, che lo guardiamo nel boccione, dovremmo tenerlo presente.