L'evento
L’Italia di Meloni fa scuola in Europa sulla leadership femminile: “Nessun tetto di cristallo è indistruttibile”
Alla Gender Equality Week di Roma, promossa da Antonella Sberna, il messaggio della premier. Al confronto Corazza, Angelilli, Ianniello e Ponticiello. "Le donne leader illuminano la strada alle leader di domani!"
Politica - di Alice Carrazza - 6 Novembre 2026 alle 16:47
«Non esistono tetti di cristallo indistruttibili». Giorgia Meloni affida alla Gender Equality Week 2026 un messaggio che parte dalla sua esperienza politica e arriva al cuore del dibattito sulle pari opportunità: il talento non ha bisogno di concessioni, ma di condizioni che gli permettano di affermarsi. La presidente del Consiglio è intervenuta con un testo scritto, letto dalla vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna durante il convegno del 5 novembre all’Europa Experience – David Sassoli di Roma.
Meloni: “Libertà di essere mamma e donna in carriera”
«Sono sempre stata contraria alle quote rosa e ad un certo modo di intendere le politiche al femminile, troppo spesso immaginate e portate avanti con un approccio fortemente divisivo», ha sottolineato Meloni. Un’impostazione che, secondo la premier, rischia di alimentare nelle donne la convinzione di non potersi confrontare ad armi pari con gli uomini. Da qui la rivendicazione delle misure del Governo per l’imprenditoria femminile, la certificazione della parità di genere e l’occupazione. Centrale anche la conciliazione tra maternità e professione: «La vera libertà non è dover rinunciare a un figlio per avere una carriera, come non lo è dover rinunciare alla carriera per avere un figlio».
Sberna: “Le donne devono pensare che è possibile”
A promuovere l’appuntamento, intitolato Costruire la parità, favorire la leadership – Dalle regole al cambiamento nelle imprese e nelle istituzioni, è stata Antonella Sberna, responsabile della Settimana europea dell’uguaglianza di genere. L’obiettivo è portare il confronto oltre Bruxelles e verificare quanto le disposizioni legislative incidano nella vita quotidiana. «Se da una parte ci sono le norme e quindi l’attività legislativa che ognuno di noi nelle diverse vesti può portare avanti, dall’altra c’è il mondo che deve applicare quelle norme, le deve poter far vivere», ha osservato la vicepresidente. Il compito di chi ha raggiunto posizioni di responsabilità, ha aggiunto, è «trovare il modo di creare le condizioni affinché altre donne pensino che questo è possibile».
Competitività, risorse e nuove opportunità
Ad aprire i lavori Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, che ha richiamato l’impegno delle istituzioni comunitarie per l’occupazione femminile, sottolineando come una maggiore partecipazione delle donne all’economia significhi anche più crescita e competitività.
Per Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio, il problema riguarda anche gli stereotipi che allontanano molte ragazze dalle discipline scientifiche. Così, ha ricordato: «Le grandi sfide hanno bisogno anche di grandi risorse perché non si fanno grandi cambiamenti senza supporto finanziario». Un richiamo che si intreccia con il negoziato sul prossimo bilancio europeo e sulla difesa delle politiche di coesione.
Ianniello: “L’Italia oggi è un esempio per l’Europa”
La parità, però, si misura anche nella vita di tutti i giorni. Lo sa bene Giovanna Ianniello, vicedirettrice del Secolo d’Italia e tra le fondatrici dell’associazione Giornaliste italiane, che ha portato al convegno una testimonianza tutt’altro che teorica: «Sono la vicedirettrice del Secolo d’Italia, ma sono anche una mamma, una neomamma di due bambine di due anni». E ha ammesso: «Non avevo idea di che cosa significasse veramente conciliazione tra lavoro e i tempi della famiglia». Una sfida che vive in prima persona, senza rinunciare a uno sguardo più ampio sul ruolo delle donne nella politica. «Io credo anche che siamo un esempio oggi come Italia per l’Europa», ha osservato, ricordando che Paesi come Francia e Spagna non hanno mai avuto una donna alla guida dell’esecutivo.
«A livello governativo, se noi pensiamo a un’immagine dei leader mondiali attuali, c’è Giorgia Meloni, pochi altri esempi». Il suo auspicio è che il primato italiano non resti isolato, ma faccia scuola anche nelle altre grandi democrazie, dall’Europa agli Stati Uniti.
Lo studio
A dare la misura dei progressi compiuti, ma anche della strada ancora da percorrere, è stato lo studio presentato da Rosita Ponticiello, coordinatrice del dipartimento Pari Opportunità dell’Unione nazionale delle Camere civili. I numeri parlano chiaro: nei Paesi che hanno introdotto quote vincolanti, le donne occupano il 39,8% dei posti nei consigli di amministrazione, contro il 17% registrato dove quegli obblighi non esistono. Ma il dato, da solo, non racconta tutto. Perché entrare in un consiglio di amministrazione non significa necessariamente arrivare a guidare un’impresa. Ed è proprio questo il salto necessario da compiere: dalla rappresentanza al potere decisionale, dalle regole sulla carta alla capacità di cambiare davvero gli equilibri nelle aziende.


