Destra e Europa
Houellebecq, colpo di grazia alla sinistra: demonizzazioni addio, l’Italia di Meloni ha dato prova di buon governo e spianato la via a Le Pen
Politica - di Priscilla Del Ninno - 3 Novembre 2026 alle 16:06
Se fosse una sua trilogia, il primo capitolo potremmo intitolarlo: «La sinistra è diventata super cattiva». Il secondo: «La destra italiana al governo fa scuola». E quello conclusivo: «Una presidenza Le Pen non sarebbe molto diversa dal governo Meloni». Del resto è lo stesso Houellebecq, il più celebre ed eclettico degli intellettuali francesi viventi, a dichiarare a più riprese come l’esperienza del governo italiano guidato dalla nostra premier dimostri la solidità e il pragmatismo delle forze conservatrici al potere. Tanto da aggiungere per tornare alla realtà di casa sua: «Con un’eventuale vittoria di Marine Le Pen in Francia non cambierebbe molto: la narrazione dell’estrema destra e del fascismo fa ridere: la verità è che l’Italia ha aperto la strada».
Houellebecq ne è convinto: Il “modello Meloni” fa scuola in Europa e spiana la strada a Le Pen
Del resto, come anticipato, non è la prima volta che Michel Houellebecq – l’autore di Sottomissione e La carta e il territorio, considerato da gran parte della critica internazionale come il più brillante e profondo tra gli intellettuali contemporanei – distrugge i tabù della cultura progressista d’Oltralpe. Ma dalle sue ultime analisi in particolare, emerge un quadro politico chiarissimo: il buon governo della destra italiana fa scuola in Europa. Ridefinisce gli equilibri del continente. E si impone come l’unico modello credibile per la rinascita conservatrice in Occidente.
E allora ripartiamo dalla Francia. O meglio da un’intervista che Houellebecq ha rilasciato al quotidiano spagnolo El País in occasione della sua partecipazione a Bilbao al festival di letteratura e umorismo Ja!, rilanciata oggi dal quotidiano d’oltralpe Le Figaro, oltre che rilanciata con forza dalle principali testate internazionali. Una conversazione giornalistica e metapolitica in cui lo scrittore francese si esprime senza pudori o pregiudizi di sorta sull’ipotesi di un’imminente, possibile affermazione del Rassemblement National di Marine Le Pen alla guida del suo Paese. Una riflessione che culmina in una conclusione che deve aver defintivamente spiazzato i salotti della sinistra al caviale (e non solo)…
Houellebecq e la lezione della destra italiana
«Non credo che sarebbe molto diverso da quello che fa Giorgia Meloni in Italia», ha affermato Houellebecq alla testata spagnola, rispondendo a una domanda sull’eventuale arrivo al potere del Rassemblement National. Anzi, di più: secondo lo scrittore, la formazione francese non dovrebbe proprio essere classificata come fascista. Né necessariamente come estrema destra. Andrebbe piuttosto collocata nell’area dei «nazionalisti, conservatori o molto conservatori».
Giorgia Meloni ha azzerato la retorica della demonizzazione
D’altro canto, e lo abbiamo scritto non più tardi di qualche giorno fa, le sue parole ribadiscono e confermano un’intuizione che lo stesso Houellebecq ha già espresso in più occasioni nel tratteggiare l’impatto della prima donna premier in Italia, sostenendo e argomentando come e perché la leadership di Giorgia Meloni ha scardinato la retorica della demonizzazione, una volta per tutte. Non solo. Proprio laddove la sinistra sventolava gli spauracchi del passato evocando fantasmi nei Palazzi e mostri sotto il letto, l’Italia ha dimostrato al mondo un governo serio, pragmatico, identitario e solido negli obiettivi e nei traguardi raggiunti.
Un successo istituzionale, quello del Belpaese a guida Meloni, che ha rassicurato le cancellerie e che, nei fatti, sulla sua scorta, tira la volata al cambiamento anche a Parigi secondo lo scrittore francese che, non a caso, nei giorni scorsi ha rilanciato le sue convinzioni asserendo che se la Le Pen salirà all’Eliseo, buona parte del merito sarà riconducibile proprio al lavoro svolto da Roma, che ha dimostrato come la destra sappia governare bene e senza suscitare timori destituiti di fondamento.
Basta etichette da vocabolario mainstream e il termine “fascismo” usato per insultare
Tanto che, proseguendo nella sua disamina, Houellebecq coglie l’occasione per fare a pezzi il vocabolario ideologico con cui i media mainstream provano da anni a imbrigliare il consenso popolare. Lo scrittore, allora, respinge fermamente la qualifica di “estrema destra” o “fascista” per descrivere il movimento di Marine Le Pen o la nuova fisionomia delle destre continentali, inserendo le nuove forze nell’alveo legittimo dei “nazionalisti, conservatori o molto conservatori”.
«Il fascismo è esistito e, come ideologia, aveva componenti e caratteristiche molto precise», spiega argomentando Houllebecq. Quindi aggiunge anche: «Ma oggi questa parola viene utilizzata un po’ per tutto, per insultare chiunque”, osserva lo scrittore, sostenendo che un fenomeno simile riguardi anche la definizione di estrema destra».
E in sostanza, a chiusura del cerchio, l’intellettuale che molti invidiano alla Francia, non ha difficoltà a evidenziare come non sia più atto ormai alcun legame con le ossessioni del passato o con la figura del vecchio fondatore del Front National, Jean-Marie Le Pen (scomparso nel gennaio del 2025): la nuova destra europea guidata da un asse conservatore è una realtà moderna, una forza pienamente inserita nelle dinamiche democratiche.
Il declino dell’Occidente e il bisogno di identità
Certo, sullo sfondo delle sue riflessioni resta la diagnosi impietosa di un’Europa travolta dalla perdita di valori, dalle derive etiche come l’eutanasia (contro cui lo scrittore ha annunciato di voler restituire la Légion d’honneur) e dai rischi di sfilacciamento sociale dovuti all’immigrazione incontrollata e alla fine del senso di appartenenza nazionale.
Ma proprio per questo la diagnosi dell’intellettuale transalpino risuona come un riconoscimento storico: di fronte alla crisi di un’intera civiltà, l’esperimento italiano non è più un’eccezione, ma la bussola politica e culturale per l’intero continente. A partire dalla Francia per l’appunto.