La destra italiana fa scuola
Houellebecq spiazza la sinistra: Giorgia Meloni sta cambiando l’Europa, se Le Pen vincerà sarà merito suo. Ecco perché
Dall’illusione ottica del poliamore, all’eutanasia, passando per l’immigrazione e il senso di appartenenza identitario sempre più sfocato: in un intervista al Corriere della sera Michel Houellebecq parla di tutto, e sempre tra indignazione e disillusione. E sul finale, quasi in un moto di rivalsa, con risentimento misto a esasperazione per l’approvazione della “buona morte”, annuncia solennemente che ridarà indietro la Legione d’onore.
Houellebecq a tutto campo, dall’eutanasia alla morte del senso identitario
Tanto che, interpellato sulla legge sull’eutanasia che il 15 luglio è arrivata a termine, lo scrittore commenta: «È una catastrofe delle civiltà. Gli inglesi, per esempio, hanno appena respinto una legge analoga sull’eutanasia. Provo amarezza, a causa di eventi politici burleschi avvenuti in Francia, la questione dell’eutanasia è andata avanti per molto tempo: ci sono state tre votazioni all’Assemblea nazionale e, ogni volta, la maggioranza a favore si è ridotta. Il Senato, invece, è sempre stato contrario».
E ancora: «Se fosse trascorso un altro anno, la legge non sarebbe passata. Più le persone ci pensavano, e più erano contrarie. Percepivano le conseguenze negative. Ormai siamo “fregati” ed è grave. Di recente ho letto di una donna famosa, che non conoscevo (Jeanne-Françoise Hutin, ndr), che ha restituito la “Légion d’honneur” in segno di protesta contro la legge sull’eutanasia. Vorrei farlo anche io».
Houellebecq: Francia smarrita, ridarò indietro la Legione d’onore
Ma non è tutto, anzi: quella sull’eutanasia è solo una parte, finale, della summa tra poesia e politica che emerge dall’intervista, in cui l’intellettuale d’oltralpe si sofferma su un’analisi spietata del declino dell’occidente, e sulle dinamiche socio-diplomatiche che stanno ridisegnando l’Europa. E incastonato sullo sfondo, un ritratto lucido della crisi d’identità che sta attraversando la Francia e il continente, soffermandosi in particolare sulla crescita delle destre europee con in primo piano il modello rappresentato dall’Italia.
Sull’immigrazione: «Le persone sono più legate alla loro identità di origine, piuttosto che al fatto di essere francesi»
Allora, se per l’autore de La carta e il territorio, la frammentazione sociale transalpina nasce innanzitutto da una perdita di riferimenti condivisi – «la questione è il fatto di non essere, in realtà, francesi. Di non sentirsi francesi. C’è una mancanza di elementi in comune, di cose condivise. Le persone sono più legate alla loro identità di origine, piuttosto che al fatto di essere francesi» – ed è pertanto plausibile che questa spaccatura alimenti tensioni e spinga l’elettorato verso il cambiamento, è altrettanto evidente che in questo scenario l’intellettuale d’oltralpe, posando lo sguardo sulle prossime scadenze elettorali in patria, si sofferma nell’intervista sul ruolo chiave che il governo italiano sta svolgendo nello scardinare i vecchi pregiudizi della sinistra europea.
Houellebecq e la lezione della destra italiana
Non a caso, interpellato sulla crescita elettorale delle destre in Europa, e su un’eventuale affermazione di Marine Le Pen alle presidenziali, Houellebecq riconosce senza esitazioni il valore dell’esperienza di governo guidata da Giorgia Meloni: «Se Marine Le Pen sarà eletta, buona parte del merito sarà di Giorgia Meloni. Lo dico perché quando l’estrema destra arriva al potere in Germania, anche solo a livello locale, fa subito paura. Mentre l’Italia non fa paura. E se l’Italia ce l’ha fatta, allora non deve essere poi così grave, no? Vedremo come andranno le cose, ma è importante coltivare un buon rapporto con Giorgia Meloni, ed evitare l’estrema destra tedesca, che fa davvero paura».
«Se Le Pen vincerà sarà merito di Giorgia Meloni»
Una lezione sulla propaganda rossa e un’attestazione di pragmatismo che smantella la narrazione della demonizzazione e riconosce la solidità del modello italiano come punto di riferimento per una destra di governo in Europa. Per Houellebecq, del resto, di fronte alle sfide epocali del nostro tempo, occorre superare anacronistici schematismi del passato e, semmai, fare tesoro di quanto sta accadendo nel presente. Una realtà attuale che, e Houellebecq conferma, vede la leadership di Giorgia Meloni ridefinire gli equilibri conservatori nel vecchio continente, dimostrando che un governo identitario, solido e credibile, rappresenta una risposta concreta alle ansie di una civiltà europea sempre più smarrita.