Il bilancio e le analisi
Ottobre nero per Putin: Mosca perde territori nel Donetsk e deve incassare il record di soldati uccisi
A ottobre, le forze armate russe hanno ceduto importanti porzioni di territorio secondo un'analisi dell'Afp, pubblicata in base ai dati raccolti dall'Institute for the Study of War, think tank americano che supervisiona il conflitto quotidianamente. Mosca ha registrato anche perdite militari da record
Esteri - di Gabriele Caramelli - 3 Novembre 2026 alle 16:58
Mosca sta continuando a perdere terreno in Ucraina. A ottobre, le forze armate russe hanno ceduto importanti porzioni di territorio secondo un’analisi dell’Afp, pubblicata in base ai dati raccolti dall’Institute for the Study of War, think tank americano che supervisiona il conflitto quotidianamente. La Russia, nello specifico, ha perso il controllo di 28 chilometri quadrati nell’ultimo pese, con un ampio rallentamento nei guadagni territoriali dall’inizio del 2026. L’esercito di Vladimir Putin è riuscito a strappare guadagni territoriali solamente nelle regioni di Sumy e Zaporizhzhia, ma ha perso i propri avamposti in tutti gli altri campi del fronte. Tra le perdite di territorio rilevanti c’è anche quella nell’oblast di Donetsk, che per il Cremlino è un obiettivo principale.
In totale, le forze armate di Mosca hanno registrato una perdita netta di 76,38 chilometri quadrati, con una media di -2,46 chilometri quadrati al giorno. Complessivamente, la Russia è riuscita a prendere il controllo di 10 insediamenti, per una superficie complessiva di 5,86 chilometri quadrati, mentre le forze ucraine hanno liberato, o sgomberato dagli infiltrati, 11 insediamenti, per un’estensione di 3,24 chilometri quadrati.
Ottobre nero per Putin, dalla perdita di terreno nel Donetsk al record di soldati morti
Nell’ultimo mese, inoltre, la Russia avrebbe subito le perdite peggiori dall’inizio della guerra. Secondo lo Stato Maggiore ucraino, a ottobre 2026 Mosca avrebbe registrato 54.400 soldati in meno tra morti e feriti gravi. Per il quarto mese consecutivo, come ha rilevato l’Isw, le perdite del Paese aggressore superano le 40.000 unità. Anche il comandante delle Forze per i sistemi senza pilota ucraine (USF), Robert “Magyar” Brovdi, ha specificato che le perdite più pesanti per l’esercito di Putin si sono verificati nelle direzioni di Dobropillya, Oleksandrivka e Hulyaipole. L’attuale tattica di reclutamento russa, tra le altre cose, non riesce a inserire un numero di soldati sufficiente a compensare le perdite. Questi fattori spiegano probabilmente perché il Cremlino ha scelto di puntare sui raid con missili balistici a lungo raggio e droni a reazione, in maniera sempre più ampia.
L’allarme di Zelensky: “Presto nuovo attacco”
Il prossimo raid, secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sarebbe alle porte. «Abbiamo informazioni che la Russia sta preparando un nuovo massiccio attacco contro il nostro paese, in particolare contro i settori dell’energia e della logistica – ha annunciato il presidente ucraino. L’ipotesi è sostanzialmente che nella giornata di martedì il mondo sarà concentrato sulle elezioni di midterm americane. Ciò che sta accadendo qui in Ucraina, insieme alle nostre difficoltà con la difesa aerea e i missili Patriot, passerà inosservato».
Poi, non troppo velatamente, ha mandato un messaggio al mondo e in particolare agli Usa: «Abbiamo bisogno di segnali dal mondo alla Russia, Putin deve sentire che il terrore non va bene, che non porterà alcun guadagno. E deve sentire che finché questa guerra continuerà, il petrolio della Russia brucerà e non sarà in grado di fare affari con il mondo guadagnando denaro. Non dobbiamo giocare con i ricavi russi dal petrolio o dal gas. Dobbiamo esercitare pressione sulla Russia in modo tale che non abbia altra scelta se non porre fine a questa guerra. L’America può farlo».