La sentenza
Francis Kaufmann condannato all’ergastolo: il killer di villa Pamphili “non è incapace di intendere e di volere”
Il processo a Kaufmann era stato sospeso lo scorso maggio, dopo che la Corte aveva disposto un percorso farmacologico per l’imputato. Poi era ripreso dopo poco più di un mese, quando lo stato psicofisico dell’imputato è stato ritenuto dai giudici compatibile con il carcere
I giudici della Prima Corte di Assise di Roma hanno condannato all’ergastolo Francis Kaufmann, accusato del duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda di 11 mesi, trovate senza vita il 7 giugno dello scorso anno a Villa Pamphili. L’uomo, che come nome alias usava quello di Real Ford, verrà sottoposto all’isolamento diurno per tre anni. Dopo i fatti era fuggito in Grecia, salvo essere poi catturato dalle autorità. I pm di piazzale Clodio, nell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini con il pm Antonio Verdi, gli contestano il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dalla relazione affettiva con la compagna e dalla discendenza in relazione alla figlia, oltre all’occultamento di cadavere.
Ergastolo per Francis Kaufmann, la sentenza dei giudici romani
Si tratta di una sentenza che accoglie le richieste della procura. «Kaufmann è freddo, lucido, manipolatore, narcisista patologico, ma non è incapace di intendere e volere. Ha una forte e spiccata personalità ma è un impostore», aveva evidenziato il pm nella requisitoria nella scorsa udienza. Un «impostore» che è riuscito a «incartare» anche gli agenti che lo avevano fermato mentre era ubriaco in strada con la figlia e che «se avessero fatto bene il loro lavoro forse la bambina sarebbe ancora viva», aveva affermato il pubblico ministero.
Il processo si era fermato
Il difensore di Kaufmann, l’avvocato Paolo Foti, questa mattina nel corso dell’arringa aveva sollecitato, invece, l’assoluzione dell’uomo da entrambi i capi di imputazione per non aver commesso il fatto, anche con formula dubitativa. Il processo a Kaufmann era stato sospeso lo scorso maggio, dopo che la Corte aveva disposto un percorso farmacologico per l’imputato. Poi era ripreso dopo poco più di un mese, quando lo stato psicofisico dell’imputato è stato ritenuto dai giudici compatibile con il carcere. Lo scorso ottobre, poi, i giudici avevano rigettato l’ultima istanza della difesa che aveva chiesto una nuova perizia per verificare la capacità di intendere e di volere dell’imputato.
La soddisfazione del pm
«Siamo soddisfatti che il nostro lavoro abbia portato a questo risultato, ovviamente non perché un essere umano è stato condannato, che non fa mai piacere, ma perché abbiamo ripristinato l’ordine giuridico violato». L’ha spiegato il pm Antonio Verdi dopo la condanna di Francis Kaufmann. Poi ha aggiunto: «Devo ringraziare per questo tutti quelli che hanno consentito questo risultato, indubbiamente partendo dalla quarta sezione della Squadra mobile, dallo Sco, agenti ufficiali di polizia giudiziaria che in 6 giorni con il coordinamento dei pubblici ministeri sono riusciti a identificare e arrestare Rexal Ford».
«Non era una cosa così banale e così scontata – ha concluso il pubblico ministero – Una menzione particolare però la merita assolutamente il ragazzo di sedici anni che ha avuto tanto senso civico da riuscire a capire, in un venerdì sera, di aver visto una cosa anomala e si è precipitato a casa di un amico per telefonare al 112. È lui che ci ha messo sulla strada per poi identificare Ford».
La replica dell’avvocato di Kaufmann
«Leggeremo le motivazioni della sentenza e se ci dovessero essere i presupposti valuteremo l’appello. Tra 90 giorni vedremo. Io resto convinto che, a prescindere dalla sentenza di condanna, rimarranno diverse lacune». Queste le parole di Paolo Foti, legale di Francis Kaufmann, che è intervenuto sulla sentenza all’ergastolo per il suo assistito: «Molte cose di questo processo restano sconosciute a tutti, e probabilmente non lo sapremo mai».